disegnare shojo manga non è il lavoro adatto ad un depresso con manie di romanticismo come me. troppe tenerezze sparse, sembra, solo per sottolineare la propria grigia solitudine.
23/12/2003
l'ultima increspatura nello stagno delle mie emozioni, dopodichè il vuoto.
si aggiunga al conteggio che è un anno che ormai non do' il meglio di me a qualcuno.
(via per altro ora preclusami, come spiegato qualche infelice post fa)
per cui tiro personali somme di totale sconfitta e la mia torre d'avorio si fa più lucente.
sono una dama del lago triste e lontana, troppo infelice per essere una fata, troppo saggia per essere altro.
o, forse, semplicemente troppo depresso per consistere d'altro che non sia il mio piangermi addosso.
immagino mi meriteri di essere un dolce cadavere sdraiato nella vasca
(esattamente come in queste foto, la serie ripped it's me in the thub,ma non ve la linko, se vi interessa lo zombie ve lo cercate! btw copyright by dronio)
con il petto aperto a mostrare che
no
signori
un cuore non c'è
non c'è più
causa estrema e spiacevole situazione di super-lavoro, siamo costretti ad una frequenza di aggiornamento pressapoco ridicola.
le trasmissioni riprenderanno con la solita cadenza e i soliti vuoti argomenti se e quando la vita deciderà di lasciarci il tempo di respirare.
il nostro corpo è ricoperto di pelle
scudo, difesa, un guscio rosa che ci avvolge
succede a volte
non so perchè, sinceramente,
che mi faccia male per alcuni giorni.
è una sensazione strada, di fastidio.
ogni singolo centimetro della mia pelle
diventa ipersensibile
e persino un pacca sulle spalle
è una sofferenza,
così come sono fastidiose alcune magliette
e i pantaloni e su tutto, ahimè, gli slip
da che ho memoria ho sempre avuto questo fastidio
sin da bambino
e odiavo su tutto la lana invernale
che pizzicava in maniera insopportabile
in quei giorni
non ho mai capito perchè
mi succeda questa cosa
ma non mi dispiace troppo
immagino il giorno in cui
qualcuno che lo sa
accarezzerà questa pelle
delicatamente
forse farà male, quasi certamente
ma mi immagino sarà
in qualche modo
piacevole
just a prisoner's song
a prisoner like me
like us all
essere sottile
trasparente e freddo
come ghiaccio
pendere da pareti
colorate e possenti
che appena entra un po' di vento
io e i miei fratelli cominciamo a danzare
e a cantare
gocciolare poi d'estate
fino a lasciarsi consumare
delicatamente
da un vento caldo che sa di deserto
e tornare ad essere mare
prima o poi
il primo libro che ho letto
è stato il vecchio ed il mare
mentre il secondo
fu l'isola di arturo
forse mi innamorai allora
di prigioni scure
e maschi con troppi peccati
e tanti tatuaggi
oggi giornata ulteriormente triste. dopo due giorni di visita un mio amico americano (forse uno dei pochi americani davvero intelligenti e consci di quello che l'america fa e ha fatto in nome della presunta libertà e della supposta democrazia) mi ha salutato. probabilmente lo vedrò l'anno prossimo o forse tra due anni o forse mai più.
ed erano qualcosa come cinque anni che non lo vedevo.
devo dire che forse non sono stato un ospite troppo gentile, con questa città che non mi appartiene più (come non mi appartiene più l'italia del diniego) avevo poco da mostrare, poco da dire, avevo un niente in mano e in bocca che lui e la sua ragazza hanno colmato con la loro presenza.
così mi ha fatto ricordare.
molto abbiamo riso e scherzato cinque anni fa, e molto anche adesso. il mio modo scanzonato di trattare l'inglese (pur parlando entrambe un italiano perfetto) e di abusare di forme e modi di dire inventati al momento, piace sempre tanto. mi suggerisce spettacoli di cabaret. io dico che vorrei andare in america a fare cover di dean martin.
ma molto ho ricordato quella che era la mia vita... in una parola: piena.
alle sue domande: che cosa fai? come va? ce l'hai un ragazzo? ho risposto con facili ironie, ma mentre mi uscivano di bocca osservavo la differenza che c'era fra il me di adesso e quel me lontano nel tempo.
un abisso.
un abisso colmo di amanti, e amici, e notti ad ubriacarsi fino alle cinque di mattina. e a parlare, tanto, di tutto l'inutile di cui si parla sempre tra giovani.
i miss it
alle sue domande: ma come sta peppe? e la vedi più caramella? ho risposto con sorrisi e battute e lunghi dinieghi.
ne è passata di acqua sotto i proverbiali ponti, più di quanta io stesso fossi pronto ad ammettere. e rivedere questo caro amico me ne ha dato la misura.
eppure a me non sembra di essere cambiato molto, quando invece so nel profondo che cambiato lo sono, sotto ogni aspetto.
it hurts
la mia vita ora è questo, una lunga solitudine costellata di pochi, fidati, amici. forse si può dire che ho scelto la qualità sulla quantità e me ne potrei compiacere. se non fosse che sarebbe l'ennesima bugia che mi racconto per celare a me stesso quanto sia triste, ormai, la mia vita.
i deserve a change
e so che verrà perchè io lo voglio. ma come una fiera impagliata aspetto il momento giusto. le mie budella di cartapesta torneranno a funzionare. ed il salto in cui ora sono intrappolato, nel museo fragile della vita, avrà il suo compimento. romperò una bacheca e spaventerò i bambini venuti a vedere l'ultimo zombie, morto ormai cinque fottuti anni fa (sebbene nessuno sappia ancora bene come e perchè).
p.s. quello che ho scritto ieri, resta. il dolore, la tristezza, la rabbia non vengono lavati via come latte versato sul tavolo. l'orrore per il mondo e la sua falsa politica non diminuisce al sole di un nuovo giorno.
semplicemente viene tutto chiuso in una scatola cinese, cesellata finemente, e viene riposto nel vano delle mie cose private.
perchè qui si può parlare di tutto, di tristezze e disfacimenti, di follie e scoramenti, ma non si può menzionare mai troppo quello che è talmente brutto da doversi tenere nascosto in una scatolina di giada verde.
discutibile decisione personale, me ne rendo conto. ma sotto la superficie lo zombie, per quanto imbellettato, è pur sempre un astuto cadavere.
e forse è per questo che ho create il vuoto intorno. sotto sotto, puzzo.
di questi due giorni mi restano poche fotografie, e ristoranti chiusi ad ogni ora del giorno, e farmacie, e le chiacchere in stanza, il silenzio un momento prima di andare a dormire. e il dolce dolore di un addio.

oggi è una giornata triste, socialmente parlando.
lo zombie qui si disinteressa quasi totalmente di politca, perchè gli fa schifo. gli fanno schifo i padroni che vogliono più potere, così come gli schiavi che uccidono i padroni e diventano padroni a loro volta.
zombie trova che non ci sia un potere che sia "buono" per cui pensa che bisogna scegliere il male minore.
oggi ha vinto l'astensionismo, ovvero la volontà di boicottare questo referendum ritenuto sbagliato (questo, in sintesi, l'astensione significa).
oggi ha vinto chi pensa che "la vita non vada messa ai voti" e chi ha ascoltato preti e ministri ed è rimasto a casa a prendere il sole.
oggi ha vinto chi il cervello lo usa solo per marinare la carne per il giorno dopo.
a questi signori va qui ed ora il mio personale grazie. grazie perchè ora vedrò morire definitivamente mio cugino, un bambino di 10 anni.
susanna tamaro dice che i freaks hanno più voglia di vivere dei normali, che con la vita non si scherza e bla bla. certe sperimentazioni avrebbero potuto salvare questo bambino, prima che nascesse.
prima mia madre mi ha telefonato e mi ha detto che questo bambino ha chiesto a sua madre di morire, perchè non vuole soffrire e non vuole tornare a fare terapia. ho pensato che questo bambino lo presenterei alla tamaro e li lascerei parlare per un po'. io ho parlato con lui mentre era in un momento di relativa salute e mi ha stupito perchè è più coraggioso e intelligente e curioso della media dei trentenni italiani, e mi ha stupito confessandomi che gli sarebbe piaciuto, un giorno, diventare un fumettista ma che sapeva benissimo che sarebbe morto prima.
riuscite ad immaginare, là fuori, di essere padri e madri e di vedere vostro figlio che vi chiede per piacere di farlo morire?
riuscite ad immaginarlo?
io sì. e mi agghiaccia, mi abbatte, mi sconsola.
e se certamente era troppo tardi per salvare lui, poteva essere l'inizio di una ricerca scientifica sul modo di salvare anticipatamente bambini con il medesimo problema.
oggi ha vinto chi queste questioni non se le pone e preferisce chiudersi gli occhi con profondi strati di prosciutto.
a tutti questi signori, io sinceramente auguro, in maniera del tutto politically scorrect, di vivere un giorno un problema simile a quelli a cui loro hanno deciso di astenersi. mi farebbe piacere. mi darebbe la dimensione dell'esistenza di una specie di giustizia divina.
ma so benissimo che questo non succederà, che tutto andrà male come è sempre andato e che il silenzio che gli italiani hanno votato non è altro che il silenzio della loro coscienza.
e ciò mi rende immensamente triste.
p.s. questo genere di post in linea di massima NON mi piace. non sono contento di sbandierare niente che non sia totalmente e assolutamente mio, nè tantomeno la sofferenza di una famiglia e di un bambino di dieci anni.
ma talvolta è necessario superare la propria reticenza per avere almeno la possibilità di urlare che questo mondo fa schifo da cima a fondo.
tutto quello che voglio
è una bugia ancora più grande
qualcuno che mi aspetti a casa
e quando torno mi dica:
andrà tutto bene
vorrei una luce
alla fine del tunnel
chiara e sottile
come le stelle
o la luna
stanotte ho sognato
di cavallucci marini
e gatti sotto il letto
caldi come appena stesi al sole
e se la voglia di parlare non è tanta
quella di ascoltare invece è sempre immensa
mi lascio cullare dalle mie musiche
e beck come ultimo cavaliere
per farmi portare al ballo delle maschere
dove, lo so
jareth mi aspetta
perchè nessuno mi ha ancora salvato
dalla città dei goblin
(e anche oggi giornata da vivere
con intensità poetica
così da trasformare tutto
in qualcosa di più dolce
e melanconico
e sopportabile
ormai
ci sto facendo l'abitudine...)
raccontami di quella volta che sei stato felice
e hai mangiato pesce cotto al forno sotto un sole greco melone
mentre musica verde oliva usciva da dietro un mistero di porta
lasciasti per un attimo il tavolo a curvarti verso cibo caduto
io lo ricordo
e tu?
ricordo soltanto l'azzurro del vento
la sabbia tra i peli scuri del pube
e i capelli, sozzi di mare e alghe
e sogni appoggiati male al cuscino
raccontatemi le bugie più belle che conoscete
quelle più grandi
quelle più false
raccontatemi che alla fine tutto avrà un senso
e la sabbia su cui poggerò i piedi
non sarà più carbone
ma seta
raccontatemi
illudetemi
e lasciatemi se non un sogno
almeno una vaga speranza
per cui aspettare
nato in novembre
sotto quel segno di fuoco
ma non ho nulla del sagittario
nulla
odio anelli e sete colorate
mi piace il niente ed il nero
sono scorpione
sono acqua fino al midollo
acqua nell'acqua che spegne il fuoco
e mangia la terra
ma si lascia baciare dal vento
là dove stà il pericolo
c'è la salvezza
ed il mio pericolo ha il sapore
di cosce che non voglio eslporare
di schiene a cui non mi voglio aggrappare
come ci si apre
al pericolo?
ora e sempre vorrei farlo
e darmi uno spintone da solo
giù
verso il centro
il catafalco scuro
che chiamiamo vita
ma
mi manca il coraggio
sono acqua
e ristagno
siamo tutti mucillaggine
prezzemolo del mare
aggiornamenti clinici
per ora non si parla di operazioni chirurgiche
solo della gran roba da prendere
cosine da schizzarci dentro
pazienza e due mesi di attesa
poi nuova visita e si vedrà
ed in effetti soffro solo di un fastidio
per altro molto comune
ma non pensavo di dover cominciare
a pensarci a 25 anni
intanto la mia vita sessuale
su quel versante è chiusa...
non che fosse in realtà molto
attiva, questo lo dobbiamo ammettere
ma era in effetti una delle pratiche che più preferisco
e che mi ha fatto scrivere un post di osanne
un paio di settimane fa'!
l'ironia di tutto questo è che,
se avessi fatto sesso come un disperato
se avessi dato il meglio (o il peggio?) di me a chiunque
e mi fossi immensamente divertito nel farlo
ora con muta rassegnazione pagheri con dolore e fastidio
i piaceri proibiti per cui il corpo non è strutturato.
invece no
destino vuole che io soffra
pur non consumando ormai da quanto?
forse due anni? due stracazzo di fottutissimi anni?
immagino ci siano cose ben più gravi, ne sono cosciente
ma questo certamente non aiuta...
così questo problema di salute si aggiunge
ai già svariati problemi di cui sempre e ciclicamente soffro
e non ho nessuno a dirmi
magari tenendomi la mano
che tutto andrà bene
alla fine
oggi ho solo voglia di morire di morte veloce e indolore.
renderebbe tutto così dannatamente più semplice.
p.s. questo è l'ultimo aggiornamento clinico
non voglio rendere questo blog una disanima di colon e affini.
just to know era necessario sottolineare che a sfiga si aggiunge sfiga
in ciclo eterno
per cui ora devo solo sbizzarrirmi a scegliere per quale cazzo di motivo
svegliarmi la mattina triste.
sceglierò quello che in quel momento duole di più.
e sopratutto parlare di queste cose
non è da vero dandy
oggi è uno di quei giorni
in cui mi prendono le paturnie
come un'improvvisa paura
di non si sa che
e non c'è nessuna tiffany a cui andare
per cui me le tengo strette
le cullo un po'
dolcemente
il mio mondo è fatto
dei vapori del bagno turco
di uomini sotto le docce
belli come statue
appena si vestono sfioriscono
anonimi escono
col peso di occhiali
e vestiti sgualciti
oggi ho incontrato uno sguardo
occhi azzurro ghiaccio
e mi è mancato il respiro
per un attimo
guardami ancora così
e mi bagnerò
come una liceale
ma nemmeno quella è la mia tiffany
raccolgo le mie cose
e me ne esco
quanto amo gli uomini
sono così futili e vanesi
vanità il tuo nome non è donna
ma è uomo
è il mostrarsi
con pochi panni addosso
al balcone di casa
come un leone trionfante
che attende la sua prossima preda
è il maschio che a trent'anni vive ancora
con la madre
e si sveste davanti alla finestra aperta
che solo la vecchia ora chiude
oppure il ragazzo a mostrare i pettorali
conscio o speranzoso che qualcuno lo guardi
amo glio uomini perchè sono fiere impagliate
modellate nell'attimo di gonfiare il petto
e ruggire
***
i would like to be owned
i would like to be fucked
i would like to be porn
***
I don’t want to be
Going through the motions
Losing all me drive
I can’t even see if this is really me
And I just want to be
Alive
probabilmente postare troppo non fa bene. inevitabilmente ogni post si perde dietro l'altro poichè quasi chiunque legge solo l'ultimo.
e oggi però c'è da registrare che mi sento molle, come un'alga in acqua salmastra, capelli di sirena danzanti come tappeto di un mare.
sono stato molte cose, molte volte. sono stato un gatto che cercava storie da raccontare ammantato di lucciole e ragnatele. sono stato un bambino di velluto dal collo lungo e bianco oppure un bambino ragno affamato di cuori e incubi e gelsomini. infine ho avuto l'ardire di sognarmi angelo, custode di segreti ormai scordati persino dalle più alte montagne. sono stato a tratti dolce come il miele, ho indugiato su labbra che non meritavano. ho dormito non fra due ma fra quattro braccia dopo un amplesso consumato senza dar retta nè al cuore nè alla testa. ho sbagliato spesso perchè ho parlato troppo ed ho sedotto giocando un po' con le parole. ho mentito dolcemente a chi la verità non poteva ascoltarla mentre ho pianto aspramente quando la verità non ero io a poterla reggere.
ancora ho sognato, ho messo e smesso pelli di fata e lupo e vampiro, vestiti da sera barocchi come puttane e ali e veli di raso a coprire gli occhi per gli occhi.
sono stato re per finta e sacerdote davvero. sono stata una strega pronta a cacciare il malocchio. sono stato il malocchio. sono stato anche altro, ma mai ho amato.
ora tutto questo mi si perde addosso, dalla testa ai piedi non vedo che un corpo sottile, bianco, emaciato. consumato da sogni e magie e desideri, ora avvinto dal piacere squisito di una propria personale tortura.
dove ho sbagliato lo so solo io. solo io ricordo il colore di quel certo divano o il disegno che lasciai di nascosto su un libro ormai perduto e lontano.
eppure ancora mi perseguita l'eco, a ricordami che allora era un battere di cuori ed i sospiri si contavano come fili d'erba in un prato. a ricordami che tutto era immensamente più sopportabile che il vuoto che sento avanzare ora nella mia torre d'arido avorio.
ora come non mai capisco l'imperatrice bambina, chiusa nel suo eremo ad aspettare un nome. ora come non mai capisco la dama del lago, schiacciata da un mondo che cambia e nasconde le porte per il suo magico regno.
aspettavano. bastian o merlino, atreyu o galvano. oguno di loro portava una coppa.
il segreto del serpente che si morde la coda passa di bocca in bocca solo alle donne.
sono stato donna anche, una volta.
e qualcuno, di nascosto, mi sussurrò i misteri e mi disse che c'era posto per me nel firmamento. ed io sapevo mentiva.
so che ho sbagliato. ma ho perso ogni fede, ogni speranza è fuggita come un gatto veloce quando apri la porta.
e tutto quello che dico lo so ha il sapore vacuo del mio essere eterna cassandra.
ma vi prego portare rispetto.
se non per i miei sogni, ormai sciolti come neve al fatidico sole, almeno per quel qualcosa che li conteneva.
è ancora lì da qualche parte, vorrebbe traboccare di nuovo.
se lo tengo nascosto non è per paura, sappiatelo.
ma è perchè mi è rimasto solo quello.
e so lo perdo arriverà l'inverno.
avevo un altro nome. ora me lo ricordo. me li sono ricordati tutti.
se vi dicessi che sto piangendo mi credereste? forse mentireri. o forse anche il mentire sarebbe l'ultima mia bugia.
(nda. tutto questo in un certo senso mi riassume. ogni link ha un senso che io so e voi potreste immaginare. se lo regalo a chiunque non è perchè non ne ho cura. ma perchè ne ho avuta troppa e forse è davvero ora di dimenticare.
tracce di me sono sparse dovunque, bit sopra bit conservati in strani e lontani server. non siamo persone qui dentro, non più. siamo organsimi digiatli sparsi come ragni nel mare della rete. e bisogna solo avere il coraggio di tirare i fili)
aggiornamenti clinici (lettura consigliata ad un pubblico maggiorenne e smaliziato)
orbene, in una qualunque giornata di inizio giugno, il prode zombie si reca dal dottore lamentando difficoltà di origine intestinale. prontamente il dottore (ipercattolico e buonista talmente tanto da far cadere le palle persino a gandhi) estrae guanto di lattice e mormora le fatidiche parole: si inchini e si abbassi le brache.
frase questa che certamente il vostro zombie ha sentito più e più volte, sebbene in genere di natura meno gentile e incline al turpiloquio (che ahimè tanto piace al povero e pervertito zombie), ma sentirla dire da tal dottore è stato più di quanto lo zombie fosse pronto a sopportare.
l'ispezione locale non ha individuato nulla di che, dato l'evidente imbarazzo dello zombie mentre il dottore, ignaro, chiedeva al paziente di rilassarsi maggioramente. siamo certi che il sottoposto avrebbe tranquillamento rilassato a tal punto da farci passare anche una mano, ma forse gli incauti anni di astienza e lo scarso esercizio autonomo con dildo di colore fucsia acceso hanno definitivamente logorato la capacità contenitiva del prode eroe.
dopo accurata palpazione stile medico della mutua, la diagnosi è di una forte infiammazione al colon. niente di allarmante, per ora, certo è che si comincerà con la noiosa sequela di visite specialistiche.
la prima delle quali è prenotata già per i prossimi giorni e richiede svariati clisteri (pratica di cui zombie non è mai abbastanza pago) e trattasi di esplorazione con non meglio identificato oggetto del povero e logorato sfintere.
ecco che gli ultimi soldi vengono spesi in fermenti lattici e lavande ano-genitali, laddove non sfugge a nessuno l'ironia del fatto che se tale fastidio fosse accaduto in tempi di elevata attitità sessuale, sarebbe stato accolto con rassegnazione unita però all'appagamento degli amplessi proibiti consumati, mentre è il caso che il disturbo si presenti in presenza di totale castità reiterata ormai da troppo, troppissimo tempo.
è inevitabile che si torni a casa con un certo peso sullo stomaco, immaginando che uno strumento medico entrerà trionfale laddove ormai nessuno ha avuto l'ardire di andare nemmanco a curiosare.
si aggiunga a questo che all'incirca dieci minuti fa è arrivata una mail in cui viene chiarito il percorso lavorativo dei prossimi due mesi (sì signori, dico proprio due) con tappe e consegne forzate che definire schiaviste è un sottile quanto insensato eufemismo.
tale percorso mi priverà totalmente (dico proprio totalmente) di un qualsiasi giorno di svago, sia esso un mercoledì al parco o un sabato + domenica al mare. sul mio calendario credo non ci sarà nemmeno il tempo per un tè con le mia compagna di casa.
oh gioia e tripudio.
grazie a tutto questo sfuma ovviamente il tentativo di prostituzione peregrina, essendo certo di poco conto chi può soddisfare di soli pompini le utenze interessate alla pur buona merce.
e lo zombie fa promessa a sè medesimo di gambizzare la prossima persona che se ne esca con un: ma sei tanto carino e intelligente come fai a non trovare un amore? o con illazioni simili che riconducano ad una supposta (e certamente inventata ihmo) beltà del suddetto zombie in conseguenza di tagli di capelli o look vari.
non pago di questo, si scriva in calce che tale zombie, preso il coraggio a quattro mani, ha deciso di varcare la soglia della sauna, trovandola calda e immensamente faticosa e costellata solo di splendide donne (per una delle quali, per altro, pare lo zombie abbia percepito un vago moto di volontà di cunnilingus, si ritiene solo in virtù dei perfetti addominali e del seno splendidamente tondeggiante) poco atte al genere di nequizie che lo zombie aveva in mente e, seconda ironia del caso laddove, spingendosi addirittura a cercare l'entrata per il bagno turco, luogo di sicure perdizioni, l'abbia trovato enigmaticamente sigillato.
infine si sottolinei con vigore la sensazione di estremo abbandono e solitudine e si arabeschi gentilmente sui tristi ultimi istanti che condussero tale zombie al folle atto ci fuggire al destino lasciando dietro di sè solo un cumulo di sogni ancora non nati.
sarebbe, crediamo, un perfetto epitaffio per una giornata che se non abbiamo l'ardire di definire come del tutto simile ad un escremento è soltanto perchè per oggi se n'è fatta anche troppa.
di ironia.
ma che avevate capito?
tutto euforia e felicità è questo blog ora. roseo dentro e fuori e di una sfumatura fucsia inquietantemene squilliante.
ma come vuole la tradizione, è proprio nel momento più felice e tranquillo dell'esistenza che le mazzate si nascondono dietro la porta e aspettano di sferrare il loro attacco malefico.
per cui, nell'ordine, dopo giorni di estrema grazie che mi hanno quasi (dico quasi) dato la speranza che una forma di gioia fosse possibile persino per me, oggi vengo a scoprire che:
che fare? sorridere digrignando i denti al destino? immergermi nella più totale apatia? cercare una qualsiasi scusa per fuggire lontano, disperso e diverso a dimenticare ogni mio singolo fallimento?
credo oggi sia certamente una delle giornate più brutte di questi ultimi tempi.
ma, devo dire, che me la sono meritata ampiamente. per queste quasi due settimane ho smesso di deprimermi, cercando un barlume di speranza, illudendomi che anche per me ci fosse posto nello schema delle cose, un posto nell'empiero dei fortunati senza l'ombra di un problema, covando la speranza che forse era anche per me l'ora di una bella riscossa (non negandomi, abominazione, nemmeno il sogno di trovare pure un fidanzatino).
è chiaro che tutta questa marea di speranze e di illusioni doveva prima o poi collassare, ma non ricordo il momento preciso in cui ho perso la cognizione del fatto che fossero lievitate troppo, talmente tanto da farmele quasi passare per possibili, nonanche veritiere.
qui giace l'errore, il mio errore di sempre. mi illudo. è per questo che combatto strenuamente contro me stesso, contro la mia natura, che è una natura capace di sogni e speranze e desideri dai più folgoranti colori. per questo combatto contro me stesso, per impedirmi il sogno e l'illusione. perchè la caduta è sempre inevitabile e dolorosa. e maggiore il grado di illusione e sogno, maggiore anche la caduta. non c'è mai stata illusione che non mi sia collassata addosso lasciandomi solo l'amaro in bocca.
questa volta, invece, sa di fiele. perchè la mia voglia di uscire dal grigiume che mi fiata addosso era tanta e grande e sincera. e volevo curare me stesso dai miei mali, volendomi bene e sognando di principi azzurri e desideri soddisfatti.
in fondo chiedo così poco, chiedo un bacio sincero ognitanto, una voce amica, un tenore di vita nemmanco facoltosa che mi permetta di comprarmi armani a bizzeffe, ma qualcosa di discreto, normale. chiedo di non svegliarmi solo la mattina. e di non vivere solo sempre e comunque persino in casa mia.
invece, come al solito, ogni mia fottuta illusione è crollata. ma stavolta ho sbagliato e moltissimo. perchè questa volta, come non succedeva da mesi, ci speravo veramente. con tutto il cuore. e sono stato punito per aver creduto.
grazie, ho capito la lezione. non succederà mai più, posso assicurare.
e oggi era pure il mio primo giorno di pilates! ero così contento!!!
*sic*
l'unica soluzione che per ora mi viene in mente è la prostituzione. ma non ho idea da dove iniziare. qualche consiglio?