25/09/2005, ore 21:56

può essere un po' di tempo che nessuno mi ama. lo ammetto. ma so solo io esattamente da quanto. custodisco questo segreto con la stessa efferata dolcezza di chi custodisce l'ultima delle sue reliquie.
non ho mai smesso di sperare, in fondo sono sempre un illuso, un dolce illuso cadavere squisito che offre sempre e comunque il petto. a chiunque.

non c'è buio oggi, c'è distanza forse. fuori dalla mia porta qualcuno ride, riconoscerei quella risata dovunque (e se la sentiste, la riconoscereste anche voi) ma io continuo imperterrito. questi rumori, queste parole, non quantificano che l'assenza, il misto di distanza che dolcemente scivola nell'immanenza.

è il reale a farmi paura lo so, le mille piccole increspature che si annidano fuori da questa porta, da questa finestra, da questa casa.
è la mia prigione, la mia prigione dolce, una prigione che mi sono scelto con accuratezza, con impazienza. per metterci il meglio di me e aspettare che sfiorisca.

spesso penso al domani, alla carne ancora attaccata alle ossa, ai silenzi. se mi descriverete a qualcuno, usate parole dolci vi prego, e un po' melanconiche. sono stato per voi quello che sono per me, un niente vestito di nero e fucsia.
ma in qualche modo mi piace di pensare che a qualcuno questo nero non spiaccia.

in fondo siamo animali deliziosi, impiccati sui glicini, guardiamo in bocca chi viene a coglierci. e abbiamo tanta paura di essere soli. tanta. così tanta che raccogliamo gocce di nettare e ambra e fingiamo che tutto sia felicità e saggezza.

ciò che vorrei sentire è la verità delle cose, la loro durezza. vorrei perdermi nell'osservare e nel sentire. e nel sospirare.

vorrei farvi ascoltare una canzone ma non posso. e allora terrò anche questa per me...
quasi fosse l'ultimo dei miei segreti.
quasi.

zombieglam
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22/09/2005, ore 22:33

zombieglam ed il cazzo
(ovvero: la volpe e l'uva)

e accade che misteriosamente un'occorrenza faccia venire voglia, voglia di nuovo, di qualcos'altro.
accade che si comprenda con totale assoluta devastante certezza la pochezza di cui ci si è accontentati.
pur sapendo benissimo che questa pochezza non andrà a riempirsi di nulla che di sogni, nei mesi futuri ho in mente per me quantomeno il delirio dell'approssimarmi all'idea che vorrei si facessero di me. quello che mi piacerebbe essere e apparire, nella certezza che io non abbia altro da mostrare se non un contenitore vuoto ma perfetto.
s'andrà allora di palestra e di ferree diete proteiche. e non uscirò mai più senza kajal e smalto nero.

ci fu un tempo in cui smisi di cercar soddisfazione. come la volpe con l'uva, m'immaginavo che non fosse tanto necessario un cazzo. anzi che ne avrei potuto fare tranquillamente a meno.
a sottolineare questo, ai miei occhi, vi furono vicissitudini di natura fisiologica che minano e mineranno possibilità soddisfatorie al riguardo.

ma la verità è che non sono null'altro di quel che mi dipingo, poca cosa da solo, quasi niente in compagnia.
eppure, alla fine, con un cazzo in bocca pare si stia meglio (o forse era l'uva?). perchè la solitudine a tratti è insopportabile come un fiore appena reciso.
zombieglam


14/09/2005, ore 20:53

quello che voglio dalla vita è un bel fidanzato. lo voglio moro, capelli neri come carbone e occhi nocciola scuro. lo voglio mancino, perchè mi piacerà guardarlo quando si masturba con la mano sbagliata. lo voglio alto, immenso, come aidan di carrie (quella di sex and the city... magari meno grasso...) in modo che potrò saltargli in braccio come un bambino deficiente e non ci ammazzeremo cadendo a terra per il mio pur flebile peso.

ma il pensiero esclude l'affettività, così come l'affettività esclude il pensiero.  e pensando pensando sono giunto alla conclusione che nulla ha senso, o quasi. mi sembra tutto così difficile a volte che il darsi da fare per produrre qualcosa perde del tutto significato, per cui perchè muoversi?

succede che il tempo mi scivola addosso, il mondo cammina per la sua strada. ed io guardo. e canto, con una vocetta fastidiosa, una canzone un poco stonata.

zombieglam
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12/09/2005, ore 11:43

ed eccoci qui. con niente di nuovo da raccontare, ovviamente, e con molta tristezza sulle spalle, come sempre.
riflessioni varie sulla politica italiana, sui disastri americani di ieri e di oggi... sarei uno zombie forse troppo politically se iniziassi con queste fòle per cui ve le risparmio. ma è necessario sottolinerare che ci sono, per chiarire che la mia superficialità è un'affettazione, sono viziato putroppo semmai dall'esatto contrario.
new orleans è andata e ci sarebbero molte cose da dire al riguardo. così come ricordare in qualche modo l'11 settembre che imperversava ieri sulle tv di stato (cioè tutte ormai) e mettersi a parlare delle proprie personali tristezze di fronte a tali tragedie suona sempre un po' idiota.
ciò non toglie che io inizi a farlo tra breve... mi premeva solo ricordare, e ricordarmi, che so benissimo che c'è chi sta messo peggio di me (e sebbene questo per me non sia consolatorio come per la maggior parte dei sadici ostentatori di tale pratica di compatimento del più povero/sfigato/malato di turno volevo solo sottolineare che i got the picture, per dirla all'inglese)

ho scritto molto in questi giorni di vacanza, mi tengo quello che ho scritto per i giorni futuri. oggi volevo solo dichiarare al mondo di essere tornato, senza niente di nuovo da dire e con qualche stupida idea da mettere qui, di modo che non si possa dire che non sono ricco di contenuti.
almeno quello...

zombieglam
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01/09/2005, ore 16:29

ok. sono grave. non mi solletica più la libido il bel cameriere del tavolo accanto, nemmanco mi solletica il bagnino o le orde di carabinieri meridionali che invadono il nostro hotel.
forse che i miei già scarsi ed esigienti gusti mi abbiano definitivamente lasciato?

mia nonna continua a raccontarmi storielle a volte piacevoli, a volte molto tristi. attraverso le sue parole riesco meglio a capire mia madre, e di conseguenza la mia triste situazione psicologica.

e leggere "tipi psicologici" di jung di certo non aiuta a tenere sedato e tranquillo l'intelletto.
la noia vince su tutto in questo soggiorno senza nulla da fare con niente da dire. forse, come diceva lucrezio, spostari serve davvero a poco. perchè il malanimo ci segue, compagno fedele, unica consolazione della nostra solitudine.

schiller, riletto attraverso l'acuta analisi di jung, meriterebbe capitoli a parte di questo blog e non voglio annoiarvi con la metafisica. sappiate solo che il poeta/filosofo tedesco è la mia unica consolazione in questo momento e atendo con ansia, e spavento, il momento in cui approderò alle rive eterne e malsane del sempre splendido schopenauer. qualcuno, non ricordo più chi, mi accusava di essere perdutamente intriso di romanticismo tedesco.

aveva ragione.

zombieglam
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