mi interrogavo sui segreti. che cosa sono? che cosa vogliamo che nessuno sappia di noi?
mi interrogavo perchè non penso di averne... sì certo, ho degli scheletri nell'armadio pure io, ma non sono così gravi, non sono cose che non potrei dire assolutamente - o che NON vorrei dire assolutamente.
immagino che i segreti nascano nel momento i cui non ci siamo solo noi coinvolti, ma altre persone. invisibili fili ci legano agli altri ed a questi fantomatici altri sono collegati altri altrettanto fantomatici altri.
un gioco di carillon delicati in cui dobbiamo danzare come statuine di porcellana.
c'è anche un motivo, molto più pratico, per cui non ho segreti miei. non me li ricorderei. nè mi ricorderei le menzogne che dovrei imbastire per mettere questi segreti al sicuro.
in qualche modo la mia sincerità è assicurata dalla mia totale assenza di memoria. una specie di revisionismo storico. impero di demagogici assoluti.
stanotte ho fatto uno di quei sogni che noi maledetti giovani d'oggi definiamo da super-io.
il guaio è che per arrivare sino ai sogni, l'istanza del super-io (ovvero grossomodo il nostro babbo-di-minchia interiore) ha bisogno di passare per l'inconscio (ovvero grossomodo THE BEAST) per cui il risultato è stato un piacevole e soddisfacente sogno di quando ero alle superiori, che mi rimembrava la volta che presi 9 e 1/2 per un tema su pascoli. la prof di italiano ai tempi mi scrisse che mi avrebbe dato 10, ma per lei 10 non esisteva in teoria, dato che sarebbe stata la perfezione in terra, per cui mi dovetti accontentare del voto più alto che in vita sua le fosse capitato di dare ad uno studente. si premurò di concinvermi che avrei dovuto continuare, da grande, gli studi e darmi ad un comodo dottorato.
questa notte ho risognato questa scena, con qualche variante, ma il concetto di base è lo stesso.
nel mio sogno ho aggiunto il particolare, mai avvenuto in realtà, della mia perentoria decisione di darmi al dottorato in maniera completa e devota. nel sogno altresì mi commuovevo incredibilmente.
ora, in tutta onestà, mi sembra l'ennesimo grido di allarme. probabile che in realtà sia solo un rigurgito di senso si colpa per non essere ancora laureato, così come probabile che ci sia messo pure messer inconscio a rompere la minchia, dato che persino lui è stufo di sentirsi le mie solite manfrine.
ma, mi domando, io in tutto questo cosa c'entro? cosa voglio fare?
nell'attesa che mi venga in mente una risposta di qualcunque tipo, suffragata magari da moti di spirito, mangio cioccolatini e fonzies e aspetto che torni il sole. aspetto invano.
bla bla sono depresso... bla bla... che merda la vita... bla bla bla bla... come mi faccio schifo... bla bla
ok, credo si sia capita l'antifona. e sono stufo persino io (oltre che leggermente alticcio).
indi per la qual cosa ho deciso nell'ordine di inizare da oggi a lavorare su me stesso in maniera metodica.
necessito però di aiuto, credo, giacchè di mio tendo all'ozio più definitivo.
any suggestions? uno dei primi passi il ritorno in palestra, con conseguente ingrifamento da spogliatoi.
speriamo serva a qualcosa. delle mie tristi avventure solitarie sono stufi persino i muri.
perciò vado là fuori e torno con qualcosa da raccontare. giuro.
un passo alla volta però. non vorrei trovarmi a dover affrontare un'overdose di realtà
io sono estremamente stufo. stufo di dover prostituire la mia immagine, di dover vestire in un certo modo, di tagliarmi i capelli, di mettermi le lenti a contatto, tutto per piacere.
che poi piacere a chi? sono così, non mi si può imporre di cambiare. sì, forse coi capelli corti sto meglio... ma io mi voglio fare la crestina da punk imbecille e non me ne frega niente di quello che pensa la gente.
eppure c'è una parte di me che continua a sobillarmi il punto di vista altrui...
c'è che sono stufo, che non me ne frega un cacchio se è socialmente riprovevole mettersi lo smalto nero o il kajal. c'è che se mi si vuole così bene sennò amen.
dopotutto c'è sempre l'autoerotismo... no? disse la volpe all'uva
buttiamoci alle spalle la depressione di due giorni fa. o almeno facciamo finta che ci interessi ancora vivere e continuare a far finta di sorridere.
per la serie "rido a crepapelle sulle sventure altrui" oggi presentiamo il nuovo boom dello scandalo italiano:
la cocaina
ci cadono tutti, da kate moss a boy george, colti in flagrante con le mani (anzi il naso) nel famigerato sacco. e cosa invece riesce a produrre mamma italia?
calissano, con tanto di orge party e brasiliana stecchita (pace all'anima sua) il tutto condito di polvere bianca - caso vecchio, invero, ma non per questo meno ciccioso.
oggi però scopro quello che mi sta facendo pisciare sotto dalla risate ancora adesso: lapo elkann.
mi rendo perfettamente conto che il poverino attualmente è ricoverato in coma farmacologico a torino - e forte è la tentazione di mandargli dei fiori - per un cocktail di sostanze stupefacenti... ciò non toglie che non mi riesca di trovarci della vaga ironia del caso. il bello della vicenda è che a portarlo in ospedale è stato un transessuale, così come transessuali erano gli altre due figuri che parteciparono al festino simpatico di Lapo la notte del dramma.
ora, voi vi rendete conto che oggi il travestito in questione, tale patrizia detta il carabiniere, ha dichiarato che l'ex-fidanzata di lapo era una copertura e che il poveretto spende duemila euro a notte coi vari trans della città?
come può tutto questo non mettermi il sorriso sulle labbra? ufficialmente da oggi sono un lapoBoys, anche lui agnello sacrificale del sistema e vittima dei suoi stessi soldi, ma sagace e fantasioso nel soddisfare i suoi desideri...
naturalmente siamo in italia, per fortuna di lapo questo caso sarà dimenticato in men che non si dica e già le prime pagine sono per albano e la sua futura ex-moglie, così come tutti i telegiornali. non sia mai che si parli troppo di questo caso, che si infanghi madre fiat.
in tutto questo berlusconi partecipa al ventennale di D&G con la figlia e il 16 ci sono le primarie.
uhm
tutto questo ha, come dire?, un certo sapore di decisa ironia del destino. non trovate?
mi manca un pezzo, non lo troverò qui e neppure lo troverò altrove. dovrei inizare a trovarlo dentro me, ma tutto questo mio parlare non è che un placido effetto placebo per tenermi calmo e farmi dormire la notte.
non credo più in niente, non credo nell vita, non credo nei sogni e soprattutto non credo più in me. ed il problema attualmente è: da dove posso cominciare? da dove?
per tenermi allegro qualche giorno fa ho comprato un fantastico libro di torte al cioccolato. e muffins. potrebbe essere un inizio mettermi a sfornare dolci scuri di cannella e cacao, per riempire il suddetto vuoto con una glassa di cioccolato fondente. in breve, dedicarsi costantemente al diventare la prossima desperate housewife... bel progetto di vita, eh?
oggi mi sono fatto lo shampoo con il vagisil. temo che tutto questo non porterà a niente di buono. no no.
oggi piove e sono triste. è certamente uno di quei giorni in cui dovrei astenermi dallo scrivere alcunchè, per non tornare a ripetere i medesmi topoi e dare l'impressione di ripetermi ma putroppo è un proposito che mi ripropongo sempre e che sempre finisco per non applicare affatto.
stamane mi sono alzato con la netta sensazione di aver tradito ogni mio sogno e come sempre succede in queste occasioni, inevitabilmente me ne dolgo.
esistono molteplici possibilità nella vita, ne sono cosciente, ma mi pare di essere sempre fermo nello stesso punto ad aspettare.
sono della razza che sta male e si piange addosso, si sa, non ne ho mai fatto mistero. e il più delle volte questa cosa da fastidio persino a me.
il guaio è che la parte più intima e profonda di me crede che non vi sia scampo, che non ci siano consolazioni.
la parte più segreta di me mi sussurra che siamo sempre e soltanto soli e che nulla valga la pena di essere vissuto.
in giorni come questo, il suo sussurro si fa uragano. squote le mia gambe, molli, mi intreccia i capelli di ortiche. e fa di tutto perchè, da solo, torni ad appendermi nell'armadio, tra i miei mille altri scheletri.