25/03/2006, ore 18:32

Nella mia vita ho sempre seguito con ininterrotto stupore un affascinante quanto irrisolvibile giallo: il mistero dei calzini scomparsi.
possiedo una quantità largamente spropositata di calzini, tutti più o meno neri o grigi & affini, e ne lavo ogni volta mucchi disumani. ma sempre mi capita, nonostante sia mia cura cercare di posizionare le coppie nello stesso sacco da biancheria, di trovarmene metà spaiata.
la spaiatura, di per sé, non sarebbe un problema, se io avessi per esempio calzini più o meno della stessa foggia e dello stesso colore - un sogno che covo da un paio di lustri - ma ahimé mi ritrovo invece ad essere il re di un regno infinito di forme e trame e differenti scanalature, che sia lana o sintetico ignoro, certo è che le differenze sono troppe perchè io, dal piede molto sensibile, possa portare due paia diverse. quel che più di tutto mal sopporto è una differenza di spessore e sensazione sulla pelle, ed arrivo ad un parossismo tale da decidermi a non uscire se non ho due calzini che siano quantomeno simili.
ho tentato di risolvere questa mia pecca istituendo una sacca apposita ove contenere ogni calzino spaiato, ma dopo ogni lavatrice asciutta da smistare, tale sacca risulta solo più gonfia e misteriosamente non mi riesce di accoppiare nessuno dei vecchi calzini, ritrovandomi così a dover improvvisare.
la mia follia era arrivata ad un punto in cui, nel delirio, portavo calzini evidentemente spaiati nel colore - righe viola e nere assieme a grigi anonimi, per fare un tremendo esempio - ma identici nel tessuto, nella lunghezza e nella consistenza. tale affettazione risultava una cosa molto tenera ai miei vari amanti (perchè sì, checchè se ne dica, pure io ho avuto un periodo di nefandezze bohemien. comprendo che per le nuove leve tali tempi immemorabili suonino più o meno come il giurassico, ma ciò non toglie che le prodezze vi furono e gli amanti anche. lasciatemene almeno il ricordo distante...) ma la suddetta manìa suscitava altresì risa e sberleffi.
il mio sogno più grande al riguardo è possedere una quantità immensa di calzini, tutti uguali, nella consistenza e nello spessore ed anche nel colore. covo il desiderio un giorno di poter mettere le mani nella biancheria asciutta e cavarne calzini da appaiare per pur caso, sicuro del fatto che tanto sono tutti uguali.

naturalmente, come ogni mio fottutissimo sogno, non solo è ben lungi dall'essere realizzato ma è anche largamente irrealizzabile.
il tempo che spreco a cercare calzini da appaiare ha lo stesso significato simbolico del tempo che spreco a fantasticare: né l'uno né l'altro mi portano da alcuna parte ma in entrambe i casi arrivo per vie tortuose a pensare che qualcuno potrebbe comunque, alla fine, non dico proprio amarmi ma almeno... ecco... sopportarmi.
anche con dei calzini spaiati.

poi ci sarebbe un'altra questione: le mutande. anche lì ho cassetti straripanti di slip ed anche lì ho le mie fisse e le mie follie. ma temo che questa sia un'altra storia ed ora devo proprio andare: ho almeno una cinquantina di calzini puliti da accoppiare.

zombieglam


22/03/2006, ore 11:40

insomma un po' mi girano. compro un pc nuovo con ennemila anni di rate e dopo due giorni la tastiera non funge.
forse è un segno del destino, forse no.
ad ogni modo ora il computer è in riparazione ed io non so come passare le giornate...
sì signori, non riesco a vivere decentemente senza uno straccio di tastiera sotto le dita.

tornerò, spero, quanto prima a sollazzarvi con le mie depressioni vaganti - non appena il pc di cui sopra tornerà dal laboratorio di restauro. durante la mia assenza, mi raccomando, non fate niente che io non farei.

zombieglam
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17/03/2006, ore 02:12

ok ok. sono pigro. vuoi che non ho più un cazzo da dire, vuoi che non ho molta voglia di farlo.

nel mio totale delirio depressoide, ho cancellato interi pezzi della mia vita informatica per sbaglio. kili di email e di racconti appena iniziati, sperduti nel mare magnum dei dati cancellati e irrecuperabili. da un certo punto di vista la cosa non mi dispiace poi tanto, ha un che di libertà. ma dall'altra temo di aver perso qualche indirizzo email che volevo mantenere così come qualcuno di quei racconti potevo pure finirlo un giorno o l'altro.
la mia vita è un disastro su tutti i fronti, mi sveglio ad orari impossibili la mattina (anzi, il primo pomeriggio) e cavalco sghembo il gioco del mondo, lavorando e mangiando troppo.

in palestra non ci vado più da un vita.

tutto questo mi da' la dimensione del mio essere superfluo, completamente. sparire d'improvviso, come il sole scendere dietro i monti senza voltarsi? no, non ho il coraggio nemmeno di questo.

un giorno di questo rileggerò i miei primi post. forse capirò cosa avevo allora e cosa non ho più.
ma ho come l'impressione di saperlo già: voglia di parlare, scrivere, sognare. e forse anche amare.

zombieglam
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15/03/2006, ore 16:07

ne sono totalmente convinto: è tutta una questione di ormoni. guardo gente come colin farell o, per essere meno prosaici, il tizio sull'autobus, l'amico dell'amica, il vicino. è solamente una questione di ormoni, non può essere altro. l'età è la stessa, in alcuni casi l'orientamento sessuale anche, ma io mi ritrovo così filiforme e scheletrico mentre ovunque mi pare di porre lo sguardo su larghe spalle, quantunque magari non palestrate.
sono le mani a sconvolgermi, anche e soprattutto di chi, come me, non ha mai fatto nient'altro che lavoricchiare e studiare. mani belle, mani da uomo. io invece mi tiro dietro mani da pianista o peggio.
penso a cose stupide e agisco molto in questi giorni freddi e limpidi. non ho molto altro da fare...

mi ingegno un modo per cominciare a fare qualcosa che mi piaccia della mia vita, e non ne trovo nessuno, nemmanco quel fantomatico qualcosa. a parte una vaga sensazione di gioia all'idea di provare a prendere la patente informatica europea e una mezza idea su un corso di illustrator, non c'è altro. secondo me sto male. molto. ma almeno rimango tranquillo.

dovrei forse commentare certi movimenti politici e certe trasmissioni. oggi ho comprato una mezza dozzina di quotidiani e me li sono letti tutti. ma ho poca voglia di parlarne, vuoi per pudore, vuoi per un tentativo di lasciar volutamente fuori la politica dal mio personale mondo fucsia. e però diro che ho deciso chi votare e che sono molto soddisfatto. e aggiungerò anche che se rivince il polo, io emigro senza indugio. assisterò da lontano ai fuochi d'artificio. dixit.

zombieglam
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05/03/2006, ore 15:27

ieri ho trovato una lancetta d'orologio. poggiata per terra, segnava le cinque.
 ieri ho rivisto un paio di persone che non vedevo da anni, abbiamo fatto quattro chiacchere su grant morrison e sui simboli.
credo d'aver riconsciuto nel marchio di una marca di vestiario una runa celtica, ma forse mi sbagliavo. forse no.
ho trovato una persona particolarmente carina, ma non ho fatto altro che far ridere e dire cose stupide e volgari.

in fondo il mio ruolo è quello. una bella bocca per parlare e dire solo volgarità. come il matto, il numero zero dei tarocchi. mi tengo lontano dai baci e dai sogni con la stessa metodica follia con cui ricerco numeri e simboli per dar loro un significato e farmi dare un consiglio dal destino.
quasi a credere che, in fondo, la vita sia tutta lì. un cercare, un trovare, un capire.

Life's a show
And we all play our parts
And when the music starts
We open up our hearts
It's alright if something's come out wrong
We'll sing a happy song
And you can sing along

zombieglam
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01/03/2006, ore 02:25

tutte le volte che mi accingo a scrivere qualcosa qui, su questo blog, mi ritrovo sempre a girare attorno ai soliti argomenti, col triste rischio di annoiare qualcuno. in linea di principio non me ne dovrebbe fottere un cazzo, ed in effetti quando mi sento abbastanza bene, posso arrischiarmi nel terreno delle mie idee personali e sfoderare agguerrite e polemiche opinioni.

a volte però, come oggi, bene non sto per niente - vuoi per un motivo vuoi per l'altro (lungi da me la disanima di questioni simili, potete stare tranquilli)- per cui scatte in me, imprescindibile, la paura del giudizio degli altri.

in uno spazio più o meno aperto come questo, il giudizio degli altri è in teoria quello di cui si va in cerca pubblicando le proprie parole nel mare magnum della rete. in pratica però questa infinita libertà mi terrorizza, perché espone parti di me che dovrei forse tenere segrete - o forse no - al rigido giudizio di chi non ha altro strumento per comprendermi che le mie parole.
questione interessante questa, invero. chissà come mi pensate, là fuori, chissà che idea vi siete fatti di me e delle mie idee, così come dei miei sogni. i'm curious.

la mia volontà è quella di essere totalmente sincero. preferisco tacere che mentire. ciò non toglie che anche nella più grande spinta di veridicità ci sia sempre il maligno passo dell'interpretazione, che guasta ogni frutto e ci rimanda direttamente al dramma, ovvio, dell'incomunicabilità umana.
per cui ancora una volta preferisco tacere.

ciò che mi tormenta però è il mio immenso desiderio di chiarezza. il mio continuo cercare uno scopo.
quello che aspetto è solo questo: un segno.
un qualcosa che mi dia la misura della strada che devo intraprendere, pur senza colorirne i dettagli, in modo che abbia un sentiero nel bosco da chiamare in qualche modo mio.
cerco questo segno in ogni dove, ma sono come cieco. setaccio i miei sogni con la caparbietà di una sibilla. ma ancora nulla.

nel frattempo mi pare di invecchiare, di perdere tempo, di lasciarmi trascinare dalla corrente - ed è ben più che un'apparenza ma una certezza. la domanda è: che fare? continuare ad aspettare? o agire? e se la risposta è agire, agire cosa? fare cosa?

mille domande come queste fanno compagnia ai miei pensieri e non mi fanno dormire. ci vorrebbe qualche nuovo sogno. qualcosa in cui credere finalmente.


 

zombieglam
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