27/06/2006, ore 23:25

silenzio. esattamente come mi immagino debba essere il deserto. silenzio e calma e un'immensa sconfinata marea di nulla, dune danzanti che cambiano volto mentre volti lo sguardo a un'oasi lontana (o forse l'ennesima fata morgana che coglie l'incauto viaggiatore mostrando acqua dove c'è solo sabbia).

quel che mi sconfigge, ora è sempre, è la difficoltà. la difficoltà della comunicazione, dell'immaginarmi diverso, del tracciarmi attorno un destino e una personalità in modo da non essere d'intralcio a nessuno.

si parla spesso di bozzoli qui, come se chi scrive attendesse di diventare un giorno una colorata farfalla. e se invece fosse tutto qui? se il fine fosse l'attesa ed il mezzo, semplicemente, l'attendere?

le carte non mi parlano più. ho smesso di chiedere loro consigli da tanto tempo e temo che se le prendessi in mano ora vorrebbero sgridarmi.

ma l'iching invece mi dice che in qualche modo sono pronto, che devo aprire la finestra ed aspettare, perchè muoversi è sciagura.
e l'oracolo mi conosce, lo sa, che prenderò queste sue parole come sempre come uno scherzo.

bozzolo più o bozzolo meno, ormai la bella addormentata conta con me il passare degli anni.
zombieglam
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16/06/2006, ore 17:28

Inama Nushi, vecchia canzone Fremen per Santa Alia del Coltello

Inama nushif (Lei è eterna)
Al ­asir hiy ayish (Il male non la sfiora)

Lia-anni (Sola e senza età)
Zaratha zarati (Incatenata in eterno)

Hatt al-hudad (Attraverso la tempesta)
Al-maahn al-baiid (che sia diluvio o sabbia)
Ay-yah idare (una sola voce)
Adamm malum (parla nel vortice )

Hatt al-hudad (Attraverso la tempesta)
Al-maahn al-baiid (che sia diluvio o sabbia)
Ay-yah idare (una sola voce)
Adamm malum (parla nel vortice)

Inama nishuf al a sadarr (La Sua voce canta, per sempre)
Eann zaratha zarati (attraverso le età, imprigionata)

Kali bakka a tishuf ahatt (Il Sacrificio è il suo dono)
Al hudad alman dali (un sacrificio che non ha eguali)

Inama nishuf al a sadarr (la Sua voce canta, per sempre)
Eann zaratha zarati (attraverso le età, imprigionata)

Kali bakka a tishuf ahatt (Il Sacrificio è il suo dono)
Al hudad alman dali alia (che Alia un giorno eguaglierà)

Inama Nushi, Musica e Testi by Brian Tyler


Non verserò la mia acqua, nè chiederò al sole clemenza.
Sono un fremen, e lontano dal deserto la malattia dell'acqua mi ha colto.

Possa Shai-Hulud perdonarmi
Possa la mia acqua tornare un giorno alla tribù.
Così come è sempre stato fatto.

Sia benedetto il Creatore e la sua acqua
zombieglam
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10/06/2006, ore 22:17

Proprio in fondo ad un giardino di polvere e pietra, esattamente dove i sogni riposano e si svegliano con la piega dei cuscini sulla faccia, accanto ad un castello di carne alto come una galassia e dalla forma di un corpo splendito e perfetto, esiste un reame scuro e catramoso.
non vi si può finire se non attraverso pochissime entrate, quasi invisibili ad occhio nudo, sebbene una di quelle entrate sia possibile raggiungerla attraverso degli oggetti piuttosto comune: gli specchi.
in questo reame la regina resta sempre nascosta, avvolta di nebbie... non certo per nascondere la sua proverbiale bruttezza, ma semplicemente perchè tale è la natura di quel posto e lei vi si adegua.
piccoli topi marroni le morsicano i piedi e corrono in branchi disordinati da uno specchio all'altro.
mentre con le mani si tortura il viso, la regina di quelle terre di disperazione e follia, guarda in tutti gli specchi del mondo e non si diverte nemmeno un po' ad osservare tutta la sofferenza che vi vede. lei è sofferente con chi vede dagli specchi piangere o tormentarsi l'anima, e mai un sorriso scapperà da quelle labbra screpolate di denti marci e gialli.
sfilaccia le nebbie come un manto, il suo corpo grasso e pesante si trascina lentamente fino a raggiungere lo specchio in cui mi specchio.

lo so che mi stai guardando, disperazione, lo sento. ho fatto il tragico errore di passare da uno degli specchi ed ora i miei sogni sono di topi e nebbie. ma ancora non ho visto i tuoi occhi gialli anche se so che sono su di me. lo sento come a volte si avverte il proprio destino.
in qualche modo ti piace osservare, partecipare e soffrire insieme ai tuoi, ma so quanto sei vendicativa a volte. non ti restituirò lo sguardo. resterò a guardami le mani davanti allo specchio, a guardami i piedi e le gambe e questo corpo che mi porto appresso con fatica. così lo guarderai anche tu e soffrirai con me della mia incommensurabile follia e della disperazione che mi leggo da solo nel cuore e nell'anima.

che non c'è alcuna speranza lo sai tu, lo so io e con me tutti quelli che guardi dagli specchi appesi tra le nebbie. un mare di occhi e mani a grattare dietro gli specchi quasi a cercarvi una verità che non può venire se non dalla tua bocca.
ma tu taci e guardi, come sempre.
zombieglam
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categoria : ipocondrie