Passo notti ad aspettare
Albe che ricordano Hiroshima
Sento quanto è inutile sognare
Ma porto occhiali azzurri e il cielo è blu
forse gli occhiali non sono azzuri, casomai bianchi o rosso lacca cinese. ma sono grandi. ed il cielo è solo più scuro, ma sempre immensamente blu.
Gente persa per le strade
Ciglia dai colori artificiali
Uomini che cercano l’amore
Tra le rovine della civiltà
e solo in strada trovo compagnia. il rumore di chi parla mentre tu stai in silenzio, il passante che ti sfiora, l'uomo bello pieno di tatuaggi che scivola dietro l'angolo ad incontrare un bacio soffice e pitturato di rosa pallido.
nella solitudine di tutti la tua solitudine si spegne lentamente.
conti una, due, tre persone che ti piacciono, altrettante ne conosci.
e prima di infilarti all'ombra di un portico ti scappa un sorriso mentre canticchi quello che l'i-pod ti spara nelle orecchie.
Dormo mentre attraverso il mondo
Mi perdo ogni momento
Sogno e non lo so
Ma le grandi colpe no
Non le vedo non le so
Non mi appartengono
ed il mondo è tutto qui, racchiuso nei passi che ti concedi appena la calura è più forte, stupito dolcemente di quanto il sole scaldi la pelle (ma non il cuore).
il mistero delle stagioni, il tempo che sfugge, una ruga appena accennata diventa la tua nuova fobia.
e senza le tue paure cosa saresti?
segui le sensazioni come fossero la mappa di un tesoro. un'emozione dopo l'altra arriverai ad una grande X e ti toccherà scavare a mani nude.
ti rovinerai lo smalto, ma pazienza.
e poi, francamente, perdersi è così bello...
Passo il tempo a ricordare
Quando mi sedevo sui gradini
Forse troverò il mio grande amore
Tra le rovine della civiltà
ora e sempre la speranza è l'ultima a morire, mentre segui braccia troppo belle per essere vere (tanto si va dalla stessa parte no?) e come d'incanto ti rendi conto di quanto tutto ti sia lontano e distante, come rovine greche che fanno da specchio ad un mare azzurro, lontano (salerno, quell'estate fu bellissima. e lì le mani sanno di sale dopo il bagno e baciare labbra salate di alghe è un ricordo difficile da cancellare. anzi forse proprio impossibile)
Grandi colpe sulla terra
Sotto un regno d’imbecillità
Voglio coltivare le mie rose
Cercar conchiglie e non pensarci più
del resto non funziona tutto bene. tu non sei che un granello e il mondo ti fa arrabbiare per la sua follia, per la sua stoltezza a tratti dolce a tratti grottesca.
ma arrabbiarsi non serve.
sedersi ed aspettare, questo sì. come se l'acqua sotto di te fossero i fiumi del klondike e prima o poi anche nel tuo setaccio possa capitare, miracolo, dell'oro fine come sabbia ma giallo più del sole.
Dormo mentre attraverso il mondo
Mi perdo ogni momento
Sogno e non lo so
Ma le grandi colpe no
Non le vedo non le so
Non mi appartengono
Dormo mentre attraverso il mondo
Mi perdo ad ogni istante
Se vivo non lo so
Ma le grandi colpe no
Non le vedo non le ho
Non mi appartengono
Giuni Russo e lo Zombi3, oggi più romantico del solito.
capita. poteva andarvi peggio.
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due giorni passati a parlare troppo e dire troppe volgarità. per far sorridere soltanto, mica per altro.
quasi come se dietro ogni parolaccia ci fosse un guizzo di spirito. un pezzo di anima si stacca, sorride, ritorna.