26/10/2006, ore 16:24

in tutta onestà io non posso più di così. davvero. this is my personal limit.
ieri ubriaco marcio ho dato spettacolo in maniera piuttosto volgare e di questo sono contento.
il mio intento di sconfiggere la morale comune mostrando il deretano a destra e a manca, è stato infine espletato. i maligni forse sosterranno che non dovrei, che non è bene. ma essi sbagliano.
le poverette che torneranno a casa pensando quanto io sia brutto e/o volgare, in realtà sono solo beghine insoddisfatte che io sommergerò con la mia insana voglia di... di... di quello.

sì perché, misteriosamente, gli ormoni paiono essere balzati ad un livello tale che se per caso un povero uomo anche solo piacente ieri sera mi passava sotto le grinfie (mostrando per me interesse, of course) io avrei bellamente lascito che abusasse di me su una qualsiasi colonna o anche sotto un portico. tanta è la voglia.

comunque, sebbene sembrasse diversamente, io ieri sera c'ero. e ricordo distintamente che qualcuno mi ha toccato il culo!
a questo ignoto avventore, giacchè ieri sera ero troppo ubriaco per farlo, dico che si deve solo vergognare!
vergognare innanzitutto per non essersi presentato ed in secondo luogo anche per non aver deciso di proseguire nell'esplorazione di mio corpo, prendendo e sbattendomi violentemente su un divano come io agogno et desidero ardentemente. violence is my religion.

nei prossimi giorni vi parlerò di qualche amena teoria che io e la mia folle coinquilina andiamo tessendo.
tale teoria vi renderà chiaro il significato di questo post altresì oscuro e sboccato.

"always horny always porn" scrivevo una volta come firma di ogni post. e nonostante il tempo passi ed io non faccia nulla per soddisfarmi, resta ancora drammaticamente vero. oggi più che mai.




e voglio quella spillina, per diana!
zombieglam


23/10/2006, ore 04:25

ci sono momenti nella vita in cui non ci si basta. momenti in cui si vorrebbe di più, si vorrebbe dell'altro, ma per mille ragioni questo non è possibile.
giorni in cui si vorrebbe un amore, altri in cui si vorrebbe un senso, altri ancora in cui è necessaria per la nostra sopravvivenza pianificare con accurata dovizia progetti futuri di infinita banalità.
una casa, un marito, una biblioteca piena di libri. e due cani.
un quadretto di ineffabile grazie, che vorremmo appendere la sera prima di andare a letto per sentirci amati, protetti. in qualche modo persino consolati.

può darsi che voi non vediate la sottile ironia di tutto questo, può darsi che voi ancora non siate giunti alla necessità di provare a superare voi stessi. può darsi che abbiate deciso di illudervi che le cose stiano meglio come sono o che, per assurdo, sia innanzitutto necessaria una dose di decenza in qualunque cosa si faccia.
ma questa, lasciate che ve lo dica amici miei, è una menzogna. una costruzione dell'animo, un castello di carte pronto a crollare nel momento stesso in cui voi vi volterete per poter scorgere un romantico tramonto.
perchè non si affronta nulla in questa maniera, davvero. si guarda, si spera, si sogna. ma nient'altro.

inutile dire che l'autore di questo blogue indugia spesso in tali fantasie. come se gli fosse possibile uscire da sè stesso, egli sogna momenti di superna grazia assimilabili allo splendore di un film assai patinato.
ma ciò è sbagliato, enormemente. non ho nulla della grazia nè tantomeno dello splendore. assomiglio più probabilmente ad un film di serie B, di quelli anche un poco sconci.

perchè mi sia capitato di passare anni pensando di poter essere diverso da quello che sono, mi è impossibile dirlo. con la fresca gioventù dell'animo che mi contraddistingue, ho forse ingenuamente pensato di poter essere qualcosa di diverso da un perverso nullafacente.
ma mi sbagliavo.
ed ora sono qui a pagarne le conseguenze.

orbene ho una novità per voi e per il sempre caro destino, una novità che forse non vi piacerà e che vi suonerà intransigente, ma ciò non toglie che niente cambierà la mia volonta: con estrema noncurata eleganza, da oggi comincerò a curare tutte le mie ossessioni. come esili orchidee le curerò, dolcemente, una per una. ad ognuna darò un nome dolce e terribile e all'appello non dovrà mancarne nessuna.
ogni mattina mi fermerò, le conterò, e sorriderò abbracciandole tutte.

perchè non sto bene, non sono nemmeno sano di mente. ed è davvero ora che il pazzo che sono prenda il sopravvento.

una sola regola: essere in tutto e per tutti esattamente come lei!

zombieglam
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15/10/2006, ore 02:27

dopotutto giorni così, per noi zombie, sono moderatamente normali.
l'esigenza di uscire a prender aria è una priorità a cui abbiamo rinunciato il giorno in cui siamo passati a miglior vita.
così come abbiamo espressamente vietato alle nostre stanche membra di godere del tepore di questo solo tondo d'ottobre che non vuole arrendersi all'inverno.

e uno dopo l'altro i sogni di reclusione si sono avverati. prima un sito per la spesa online, poi la spesa biologica portata a casa, infine una carta di credito autoricaricantesi e la magia è compiuta.
uscire di casa non è più nemmeno necessario, anzi diviene quasi volgare accessorio di moda.
e noi la moda NON la seguiamo, se non quando ci piace.

finirò come tomas in love, lo so, ma non è un problema. continuare la strada che mi porta verso la paranoia è più semplice e comoda che combattere e, sinceramente, ha anche il pregevole effetto collaterale di essere un ripiegare altamente cinico alfine di fuggire dalle brutture insensate di codesta nostra moderna società di massa.

ma, signori, mi dovete perdonare perchè vi ho mentito. consapevolmente.
ho praticato anni e anni d'ascetismo e ancora molti ve ne saranno nel futuro (tanto che persino mia madre si preoccupa della mia ritrovata verginità) ma negli scorsi post v'ho fatto credere di avere dei gusti molteplici e diversificati (sebbene divisi per comodità in 3 categorie aprioristiche) ed ho aggiunto cose piuttosto stupide sull'amore.

la verità è semplice e cristallina e si estrisenca in pochi punti principali:

  • i miei gusti sono di una lega così bassa e plebea che mi sovviene di stupirmi almeno una ventina di volte al giorno anche solo prendendo l'autobus per le meraviglie di stampo moldavo che mi capita d'incontrare le rarissime volte che il lavoro mi costringe ad uscire di casa.
  • per quanto io cerchi di rendermi bello e piacente e disponibile, non ricevo avances da anni. e, credetemi, non sto affatto scherzando. questo inficia chiaramente la mia autostima, nonchè proietta inquietanti luci su come il mondo veda la mia persona.
poche cose mi farebbero felice. anzi credo nemmeno una.
ma, e dico ma, se un giorno di questo mi svegliassi con qualcuno (del genere qui sotto mostrato in comoda polaroid) accanto, non solo immancabilmente torneri cristiano e ringrazierei dio, ma provvederei a mettere fine alla mia vita ascetica con estremo e inusuale vigore.



via. in fondo chiedo solo così poco.
vi pare? e se dovesse essere rumeno o similia ne sarei doppiamente felice.

dal mio mondo dei sogni saluto cordialmente e rimando ad uno dei prossimi giorni per il mio solito noioso aggiornamento.
zombieglam
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06/10/2006, ore 01:40

il perchè io non abbia mai avuto il grande amore è un mistero.
forse non ci sono portato, forse non c'è mai stata occasione. o cose così che puzzano però di consolazione. forse arriverò anche io senza nessuna relazione seria ai miei trent'anni e potrò allegramente dire di essere un idiota emotivo.
si perchè la teoria mia e di nonna morte (la mia coinquilina) è questa: se a trent'anni sei ancora single ci sarà un motivo, no?
sì magari ti sei appena lasciato con qualcuno, magari hai qualche storiella... ma se a trent'anni non hai ancora mai avuto una storia non è bello. vuol dire che stai male... vuol dire che nessuno ti si piglia ed un motivo ci sarà di sicuro.
perciò mi avvio bel bello verso il mio prossimo compleanno (dopo aver deciso che invece di sommare gli anni li sottrarrò) con la pacata risolutezza di chi, alla fine dei conti, non ha proprio un bel niente da offrire.
voglio dire, succede qualcosa nella vita che fa sbocciare no? mentre sei lì a fare piani su piani quella stronza di vita ti piazza lì la sua mossa e tu ti ci devi adeguare abbondantemente.
orbene, sinceramente, con me non può accadere. sì perchè piani non ne ho mica, idee per il futuro manco. e se qualcosa mi si parasse dinnanzi lo schiverei senza colpo ferire. anzi gli mangerei pure la faccia.
la noia ultimamente la fa da padrone ma con essa viene l'ozio e inevitabilmente l'ozio fa pensare. ma cosa c'è da pensare quando a 26 anni sono ridotto peggio di mia nonna, tra coliti, congiuntiviti croniche, otiti persistenti, brufoli redivivi e altre questioni di più intima levatura che non è il caso di menzionare qui e ora?
essere qui tra le montagne che mi hanno visto nascere mi porta sempre in qualche modo a fare i conti, a tirare le somme. e onestamente non c'è proprio un bel cazzo da sommare, no no (e mi si perdoni il francesismo!).
anni su anni spesi tutto sommato a far niente e non mi si dica per cortesia che non è troppo tardi o che gli anni passati comunque sono serviti perchè sono scemenze da libretti anti-depressivi da quattro soldi. alla fine non ci si scappa, lo diceva anche lucrezio.
e se ci fosse stato un viaggio che mi ha portato qui, sarei il primo a dire: beh, perbacco, alla fine qualcosa ho fatto.
ma invece non è così e sulla mia personale bilancia metto solo qualche colorata caramella.
onestamente, who cares! chissene!

dopotutto non è che ho da compire imprese miracolose e abbiamo già da tempo capito che non ho la tempra per credere in me stesso al fine di realizzare i miei sogni.
allora cosa mi resta? nel catalogo delle ovvietà da quattro soldi, dov'è il mio posto?
in fondo il mio problema è sempre un po' questo. il voler capire il senso e non darmi una rispostina facile e definitiva.
indubbiamente tutto sarebbe stato più semplice se avessi sbancato al totocalcio o cose così. perchè? volete forse sostenere che i soldi non fanno la felicità?
ma se non ho neanche i soldi per pagarmi una seduta dal dentista per togliermi la carie?
no. dico proprio no. non ci si può farcire il mondo con le ipocrisie. non ci si può raccontare storielle come quelle che si racconta la brava gente che poi finisce a fare il politico o cose abbiette simili.
no davvero. non ho intenzione di soccombere al consolarmi con qualche semplice vaccata.
voglio cattiveria. voglio l'insopportabile. voglio l'anarchia dell'anima.
e nonostante mi piaccia sempre molte usare frasi fatte non ho nessuna intenzione di accoccolarmi su un luogo comune!
ciò che vado cercando è un'Itaca di cui non so la forma e la consistenza e manco il sapore.
allora signori miei, me la dovrò costruire.
e potete star certi che, sicuramente, avrà il migliore uccello che possiate immaginare.

 
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
 
Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d'ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
 
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
 
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?
 
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
 
 
Costantinos Kavafis, Itaca.

(si lo so, credo di averla già messa.
e un giorno sarà così.
vecchio e stanco mi siederò, rileggereò le mie parole di ora
e capirò.
voglio dire, le scrivo anche per questo.
il problema è arrivarci ad essere vecchi.
arrivarci tutti interi)
e porca paletta forse capirò cosa vuol dire tutto questo!



zombieglam
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