ci sono momenti nella vita in cui non ci si basta. momenti in cui si vorrebbe di più, si vorrebbe dell'altro, ma per mille ragioni questo non è possibile.
giorni in cui si vorrebbe un amore, altri in cui si vorrebbe un senso, altri ancora in cui è necessaria per la nostra sopravvivenza pianificare con accurata dovizia progetti futuri di infinita banalità.
una casa, un marito, una biblioteca piena di libri. e due cani.
un quadretto di ineffabile grazie, che vorremmo appendere la sera prima di andare a letto per sentirci amati, protetti. in qualche modo persino consolati.
può darsi che voi non vediate la sottile ironia di tutto questo, può darsi che voi ancora non siate giunti alla necessità di provare a superare voi stessi. può darsi che abbiate deciso di illudervi che le cose stiano meglio come sono o che, per assurdo, sia innanzitutto necessaria una dose di decenza in qualunque cosa si faccia.
ma questa, lasciate che ve lo dica amici miei, è una menzogna. una costruzione dell'animo, un castello di carte pronto a crollare nel momento stesso in cui voi vi volterete per poter scorgere un romantico tramonto.
perchè non si affronta nulla in questa maniera, davvero. si guarda, si spera, si sogna. ma nient'altro.
inutile dire che l'autore di questo blogue indugia spesso in tali fantasie. come se gli fosse possibile uscire da sè stesso, egli sogna momenti di superna grazia assimilabili allo splendore di un film assai patinato.
ma ciò è sbagliato, enormemente. non ho nulla della grazia nè tantomeno dello splendore. assomiglio più probabilmente ad un film di serie B, di quelli anche un poco sconci.
perchè mi sia capitato di passare anni pensando di poter essere diverso da quello che sono, mi è impossibile dirlo. con la fresca gioventù dell'animo che mi contraddistingue, ho forse ingenuamente pensato di poter essere qualcosa di diverso da un perverso nullafacente.
ma mi sbagliavo.
ed ora sono qui a pagarne le conseguenze.
orbene ho una novità per voi e per il sempre caro destino, una novità che forse non vi piacerà e che vi suonerà intransigente, ma ciò non toglie che niente cambierà la mia volonta: con estrema noncurata eleganza, da oggi comincerò a curare tutte le mie ossessioni. come esili orchidee le curerò, dolcemente, una per una. ad ognuna darò un nome dolce e terribile e all'appello non dovrà mancarne nessuna.
ogni mattina mi fermerò, le conterò, e sorriderò abbracciandole tutte.
perchè non sto bene, non sono nemmeno sano di mente. ed è davvero ora che il pazzo che sono prenda il sopravvento.
una sola regola: essere in tutto e per tutti esattamente come lei!