28/01/2007, ore 01:36

Prima avevo una certa qual voglia di uscire a ballare. Volevo una di quelle serate in cui bevi come una fantomatica vacca ed in una dancefloor la cui musica sommamente ti fa schifo, ma sei troppo ubriaco per potertene accorgere, dimeni il tuo grazioso culetto nella speranza di rimediare almeno qualcuno di decente con cui limonare.

Dopo l'ennesimo cinese e la ri-visita ad arte fiera, era d'uopo. Sarebbe servito a dare un senso trash a questa pur divertente giornata.

Ma, complice il fatto che non ho una macchina nè una patente, nè amici con la macchina nè i soldi per un taxi, nè amici con cui uscire eventualmente perchè andare in un locale da soli è un po' triste... beh complice questo e altre miserrime sfighezzuole da niente, ora come ora mi ritrovo qui solo a casa.
A pensare, again, quanto sia inutile.
E la cosa, francamente, nemmeno mi dispiace se non che, dopo aver speso 300 euro di manutenzione, ancora la mia caldaia non funziona ed io sto soffrendo effettivamente il freddo. Ora indosserò dei pratici guanti senza dita e vivrò la mia bella vita da barbone metropolitano.

Ma non mi lamento. affatto.
Alla fine me la sono cercata. Perché ho sperato che oggi potesse essere una giornata diversa, almeno un pochino.
Ed io lo so che non devo sperare, mai.
Perché io ci credo alle mie speranze, per quanto ormai siano talmente tanto infime da far ridere persino i polli. Più o meno come le mie paure. Ma poi ci sto malino se non si avverano (le speranze, non le paure eh?)

Uscire da tutto questo sarebbe relativamente semplice. Richiede una forza che attualmente non ho voglia di impiegare però.

Me ne resterò dunque in panciolle, sublimando allegramente l'articolo su Artefiera che non avrebbe interessato nessuno e sgranocchiando, con amabile cipiglio, una marmitta di patatine amica chips (quelle di rocco) affinché domani mi possa sentire in colpa per aver ingurgitato troppi fottuti grassi saturi.

Oh I love so much this life. Yeah.







zombieglam
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25/01/2007, ore 21:58

1882, 25 Gennaio. Nasceva Virginia Woolf.

Credo che chiunque mi conosca sappia del mio viscerale amore per la sua prosa, così come credo che ben poochi sappiano che in realtà non ho ancora letto tutto poiché lo voglio fare con calma, sorbendo lentamente come una tazza di tè fumante le sue opere nel corso della mia vita.
Inizai con le prime, finirò con l'ultima.

Oggi, ArtFiera. Con invito vip per la preview (e non chiedete come, è meglio).
Poco da dire se non che, incredibilmente, qualcosa nel piattume dell'arte contemporanea m'è piaciuto.

Sabato ritornerò e prenderò nomi e gallerie e vi toccherà sorbirvi un post intellettuale.

Tra un rutto e l'altro, ovviamente.

zombieglam
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20/01/2007, ore 22:05

When I was young I thought that money was the most important thing in life; now that I am old I know that it is.
Oscar Wilde 


Ti accorgi di essere vecchio quando tra le tue amicizie compare un neonato e per allattarlo si è costretti a fermarsi al bar più vicino, dopo il mesto vernissage a cui hai partecipato in pompa magna, vestendoti pure bene perché non si sa mai.

Nella noia pressoché infinta che è ormai la mia vita, gli sporadici momenti che decido di dedicare alla socialità acquisiscono un senso ogni volta diverso.

Dopo aver imparato che i bambini, dopo aver poppato, ruttano come scaricatori di porto e sbavano peggio di ballerine di cancan gonfie di assenzio, credo di aver colto il momento giusto per invitare tutti ad uscire dal funesto bar per temprare la nostra fibra con una piacevole passeggiata nel freddo bolognese.

Si aggiunga a questo che, inspiegabilmente, non mi riesce di trovare il cappotto giusto, quello che improvvisamente darà un senso al mio essere glam e spalancherà le mie braccia ad orde di fantomatici amanti invaghiti del mio intramontabile gusto.
Si impasti il tutto con i complimenti di un'infermiera del pronto soccorso oculistico che, dopo avermi dato del possibile figlio del collega quarantenne, resta allibita al mio dichiarare l'età anagrafica (segreto merceologico che conservo solo per quei vaghi momenti in cui è strettamente necessario esibire un documento d'identità).
Si irrori infine il composto così ottenuto, con una frase infelice del tipo "beh abbiam messo su una panza da birra, eh?" che detto al sottoscritto, noto fautore proana, rischia di causargli il tracollo psicofisco del millennio.

Lievitatelo in forno, degustando in cottura un vino pregiato a base di nuove tendende d'animazione 2D dei siti web del futuro, e otterrete un biscotto sottile, fragrante, dal vago aspetto antropomorfo ma dall'inequivocabile, inenarrabile sapore d'una bellissima giornata de mmmerda.

/e non mi dite che metto troppi video perché, francamente, i don't give a damn fuck!/

zombieglam


18/01/2007, ore 15:57



Ci sono eh? Ma sono come in letargo. Ho finito tutte le mie sciocchezze.
Mi restano solo ovvietà e lamentele. Preferisco tacere, dunque.
Siatemene grati.
zombieglam
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11/01/2007, ore 00:41

tipo non so. ora sto ascoltando una musichetta carina
che si chiama the skin of my yellow country
e che mi fa pensare che vorrei ballare e sognare e cantare
e stringere forte qualcuno finché dice "basta soffoco!"
oppure svegliarmi la mattina e vedere il segno del cuscino
che mi fa sempre ridere.

potrei dire che spesso, anzi sempre,
non ho le parole giuste per esprimere
questa specie di mondo di alghe che mi si muove dentro
e quindi sto zitto anche quando
la gente attorno parla un sacco
perchè tanto io ho il mare dentro
e canta per me canzoni tristi ma belle

però non so.
interesserebbe a qualcuno?
zombieglam
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04/01/2007, ore 21:49

Suppongo che ognuno di noi abbia una bambola di pezza che lo ascolta cantare da dietro una pietra tombale. Suppongo altresì che molti di noi possano in qualche modo essere quella bambola di pezza, così come ci sono scheletri canterini pressochè ovunque.

Quando mi capita di non sapere bene che cosa mi succede, o forse mi pare di capirlo fin troppo bene, rifugiarmi nel mondo delle zucche è la mia unica vera consolazione.

Quando sono lì, succede che capisco, credo, spero. Un giorno Jack arriverà da me, ed io non sarò neanche troppo vecchio ma sicuramente matto come un cavallo  e mi dirà di andare con lui perchè ha bisogno di un nuovo necromante in città.
Senza indugio dirò di sì e lì incontrerò quello che aspettavo da sempre, uno zombie fatto dei pezzi giusti, magari con un braccio in più per grattarsi le natiche da solo, ma perfetto in tutto e per tutto, persino nelle cuciture.

La sincera speranza che questo accada, prima o poi, mi riscalda il cuore in giorni come questi in cui mi sento vecchio e brutto e sostanzilamente inutile.

Il tempo passa, lo so, per tutti. Ma la magra consolazione delle svariate operazioni chirurgiche che mi concederò passati i 35 anni, non mi solleva affatto da questo mondo dove vedo solo baldi (per quanto stupidi) giovani che fanno quello che dovrei fare anche io: vivere.


zombieglam
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