Scusate, ma io mi dimetto.
Rinuncio.
No davvero, sono serio.
La smetto, la finisco.
Continuo a restarmene così, senza un senso, senza un perché.
Ma lo voglio fare in silenzio.
Perché sono vecchio e brutto. E anche un po' stupido.
E sono strafottuamente stufo cazzo.
Stufo principalmente di me, del mondo.
Dico basta!
Basta alle mezze misure, all'accortezza per i dettagli.
Basta al perdono, basta alle scuse.
Voglio le cose così come sono.
Carne sangue.
Innumerevoli centimetri su per il culo senza vasellina.
Ormai l'ho capito che non ho speranze.
Tanto vale che ci metto una pietra sopra, ritorno al mio vecchio amore (l'alcool)
e cancello.
Ricomincio da capo?
Manco per sogno! Non sono così coglione.
Sono incazzato a bestia. E non so bene come potrei sfogarmi. Nè dove.
Nè, tantomeno, perché.
La mia ossessione per non avere foto, quasi io non voglia un giorno trovarmi a ricordare com'ero da giovane. Solo qualche stupida polaroid già scolorita e poche foto di me da piccolo. E per fortuna non ho una buona memoria.
La mia famiglia che non vedo da anni. Come potrei dopo quello che è successo? Perché ovunque si annidano storie troppo brutte per essere degne persino di menzione.
La mia casa, che non c'è. Non posso dipingere le pareti o comprare mobili, tanto tra un anno il contratto scade (e perché poi io sia così tanto attaccato all'idea di una casa bella e accogliente, non lo so... forse basterebbe un anno o due di analisi a capirlo, vero?)
Potrei volare via, non mi costerebbe niente. Il bello di non avere niente e di non essere nessuno è questo. Mi lascerei dietro solo libri e fumetti, troppi cd per stare in una scatola e delle lenzuola zebrate. Ma non mi riesce.
Vorrei vedere quella luce azzurrognola di mattina e vorrei la neve (non mi piace la neve... strano desiderla) perché tutto si colora in maniera diversa quando nevica.
Non sono forte abbastanza. E cercare costantemente di riempire questo buco con qualcosa o qualcuno è stupido lo so. Nemmeno mi riesce.
Forse perché quel buco sono io.
Eppure non mi arrendo. Non mi riesce di smettere di sperare. E forse questo è il peggio di tutto. Perché se potessi smetterei almeno avrei in qualche modo la possibilità di mettermi l'animo in pace.
Invece mi è negata questa possibilità.
Ho sempre sognato troppo ed ora che ormai sono davvero vecchio, questi sogni fanno troppo rumore.
E sto aspettando. Aspetto da tanti anni.
Un giorno in cui non mi sentirò brutto o grasso o stupido. O in cui per una volta almeno non mi sentirò solo.
Quanto lo aspetto. Quanto aspetto il momento in cui tutto sarà silenzio. E tutto diventerà come d'argento guardando il mare per l'ultima volta. E sarò libero, finalmente.
Lo so. Dopotutto questo non è niente. Problemi da niente. Sciocchezze che però come fango mi scivolano sul cuore.
Non so cosa fare.
Non so a che fiume portarlo, perché sia infine sciacquato.