27/04/2007, ore 15:49

Si immagini un tiepido mercoledì sera di assoluto fancazzismo. Si aggiunga che il mercoledì è serata Cassero e che ogni frocio degno di menzione, deve in qualche modo parteciparvi.
Si mischi il tutto con un orario troppo tardo per essere decente e almeno tre black russian di troppo.

Si otterrà così uno Zombie insolitamente molle ed euforico, intraprendente quando non rognosetto, e si dovrà sinceramente sperare che la sua fissazione della serata sia qualcosa di quantomeno divertente.

Mercoldì notte dunque, più o meno verso le tre già passate, il nostro prode eroe partorisce la sua fissazione del mese: fare sesso con un Toro. Segno zodiacale e tutto il resto.
Voi direte: Ma come si fa a sapere il segno zodiacale? Io risponderò: chiedendolo a TUTTI.
Armato di troppo alcool in corpo e un inviato speciale, ecco che lo Zombie si avvicina a pressoché chiunque ancora respiri e pone la fatidica domanda: di che segno sei?

Le risposte non tardano ad arrivare e già si può selezionare in partenza chi è simpatico e chi no.
Dal gruppetto composto da Franco, Luca e Marco (che uccidono di risate lo Zombie per il loro nomi così splendidamente comuni) che stanno allo scherzo, all'antipatia del bono che sta sempre sulla porta a bere cocktail, che non accenna nemmeno un sorriso alle domande imbarazzanto del nostro fucsia non-morto.
Premesso che non sopportiamo in nessun modo chi se la tiri, se non con eleganza e smaccata ironia, andiamo avanti scandagliando a fondo l'oroscopo di una tipica notte frocia bolognese.
Il risultato, catturato da due occhi azzurri troppo belli per essere veri, lo Zombie emette la sentenza:
Non vi sono Tori!
Con allarmante frequenza si presentano all'appello Gemelli in ogni dove, Pesci come se piovesse accanto a Cancro e Ariete che chiudono degnamente la pole-position.
Menzione d'onore a Bilancia, ben rappresentata da giovini virgulti con occhiale d'acetato (che se lo Zombie fosse stato più indolente, avrebbe prontamente cercato di circuire in maniera piuttosto esplicita e volgare).

E dunque la ricerca del Santo Graal inziò quella sera non troppo lontana d'Aprile.
Era mandatorio e necessario trovare un Toro poiché tale segno è l'unico effettivamente compatibile con la prorompente carica sessuale (nascosta eh?) del NonMorto, ed infine uno ed uno solo fu pescato nel marasma di segni d'acqua ed aria. Ma ahimé lo sventurato non solo non era gayo, ma non era nemmeno italiano e risponde al nome di Ivan de Valençia che non parla un acca del nostro idioma e certo non si spreca  a parlare la lingua sassone.

Sconfortato e depresso, lo Zombie torna a casa ascoltando musica carina e pensando al da farsi l'indomani.

Così la caccia è ufficialmente aperta: trova anche tu un Toro per Zombieglam!



I partecipanti dovranno essere improrogabilmente del segno del Toro (potrete, ovviamente, segnalare segretamente degli amici afferenti a questo particolare Zodiaco), di età compresa tra i 20 ed i 35 anni e quantomeno di gradevole aspetto. Le schede inviate dovranno necessariamente contenere una foto e la data di nascita con la specificazione del luogo e dell'ora (informazioni che serviranno a stendere la carta natale dei partecipanti, che verrà poi inviata come ringraziamento per aver partecipato al contest - potrete omettere nome e cognome al fine di assicurare un certo anonimato) ed una somma descrizione della vostra persona in fatto di gusti et interessi.
Le iscrizioni termineranno improrogabilmente al transito del Sole nel segno successivo (ovvero grossomodo il 20 Maggio).
La giuria si arrogherà il diritto di selezionare i tre finalisti nel giro di una settimana, ai quali verrà sottoposto un  questionario di natura chiaramente mistica, donde evincerne quanto più possibile della personalità e dell'influsso dei pianeti.
Il vincitore (che sarà proclamato la settimana successiva durante il passaggio della Luna nel Segno suddetto) otterrà il beneplacito degli astri e potrà conseguentemente arrogarsi il diritto di una fornitura per un intero anno lunare delle migliori prodezze che la ditta Zombieglam può produrre.
Ai finalisti verrà comunque inviato un premio di consolazione consistente in una stesa di tarocchi ad opera della divina mano del supremo NonMorto in persona.
Partecipate numerosi dunque, ed inviate la vostra scheda anagrafica al Sacro Indirizzo:
 
zombieglam
P.link ¦ commenti (6) ¦ commenti (6)(popup)
categoria :


22/04/2007, ore 22:32

Sono qui a scrivere per spiegare, per cercare di far capire quello che provo, che sento.
Ma ora mi chiedo sinceramente perché.
Il catalogo delle mie emozioni ormai è piuttosto ristretto e qualunque cosa è un placebo per tutto quello che mi manca. Ma mi domando sempre perché io insista nel farlo, nell'aprire una porta a tutti quando ormai non l'apro più nemmeno a me stesso e quando anche è chiaro che non è interessante. Che cosa voglio dimostrare, e a chi? Voglio mantenere ancora una qualche segreta speranza? Dimostrare qualcosa? Coltivare ancora qualche puerile sogno?
Mi consolo davvero solo con la musica ed il ripeterlo ne fa un mantra confortante.

Se me ne sto zitto un motivo c'è. Perché non riesco più a trovare le parole per esprimere le cose in maniera accurata, perché ogni parola che mi esce dalla bocca mi sembra scontata, ovvia, in breve noiosa.

Certo, cerco sempre di divertirmi. L'ironia è una compagna a cui non chiudo mai la porta, ma mi manca qualcosa a cui non so dare un nome. O forse ho semplicemente paura di farlo.
L'imporante è, a mio avviso, non prendere sul serio niente. E mi riesce piuttosto bene.
Ma è proprio qui il guaio, temo.
Perché non prendendo nulla sul serio, di cosa vale la pena di parlare alla fine?
Di nulla.
Con questo nulla allora andiamo avanti, annoiando a destra e a manca.

Ma ormai è certo, queste mie parole riflettono qualcosa di me che cerco di tenere nascosto e non esce mai.
Qualcosa di cui vorrei fare a meno, qualcosa di cui dovrei persino vergognarmi.
Se questo è l'ultimo bastione di sincerità che posseggo, non mi metterò certo a difenderlo.
Piuttosto lo lascerò, cavalcando su una conchiglia d'argento trainata da quattro giganti invisibili e correrò verso il vecchio della montagna a chiedere consiglio. Perché mai come in questo periodo ho bisogno di consiglio.
Ho smarrito la via, lo giuro. E non so proprio più dove cazzo io stia andando.




p.s.: E la cosa buffa qual'è? Che questo è proprio il genere di post che non vorrei nè scrivere nè leggere. Eppure, miracolosamente, mi esce lo stesso dalle dita. Che cosa ha nascosto, mister Zombi3glam, che lo reputa così orrendo da non avere neppure l'obbligo della più piccola menzione?
zombieglam
P.link ¦ commenti (6) ¦ commenti (6)(popup)
categoria :


16/04/2007, ore 14:09

La solitudine, la musica, la pornografia.
C'è di meglio?
Nascosto nelle mie coperte ancora troppo pesanti per Aprile, cerco soddisfazioni che nessuno può più darmi ed ormai l'ho capito.
Se non esistesse questa mia obliqua ironia, non potrei sopravvivere a me stesso.
Con il sorriso sulle labbra provo ad affrontare tutto, giorno e notte.
E la notte mi regala sogni strani e violenti, tanto che la mattina vorrei svegliarmi con un inequivocabile segno sul collo.

Eppure vivere così da dei problemi. Veramente.
Passata una linea si trova difficoltà nel discernere quello che sia uno scherzo e quello che non lo è.
Non che mi interessi fare brutte figure, ma rischio di prendere sul ridere qualcosa che magari non lo è.
E potrebbe rischiare d'essere geniale, visto con la lente spessa della satira.

Invece temo di aggiungere, come al solito, significati che le cose di per sè non hanno.
Un ruolo che mi calza a pennello.
Inventare è un lusso.




L'importante è, alla fine, continuare con la musica e non smettere mai.

zombieglam
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :


11/04/2007, ore 22:03

Era là, me lo ricordo.
Con la sua faccia sempre un po' imbronciata stava seduto su un divano vecchio.
Che cosa avessimo appena finito di fare, giuro, non lo ricordo.
Se eravamo solo io e lui o qualcun'altro, nemmeno.
Io semplicemente guardavo fuori con indosso solo una brutta giacca di velluto nocciola eForse avevo i capelli lunghi, sicuramente non erano nemmeno troppo neri perché a lui piaceva così. Ci voleva tutti boccoli e guance rosse, piccolo stupido harem ancora lontano dal prendere una qualsiasi decisione autonoma ma sempre pronto a spalancare occhi e bocca.
Ricordo di aver schiacciato per sbaglio il tasto rec del registratore ed aver così rovinato una cassetta con canzoni troppo stupide e di averne riso un po'.
Mentre ridevo alla finestra, si avvicinò di soppiatto e mi strinse.
Dovevo avere le spalle ancora più minute di adesso, le sue braccia lunghe mi sembrava fecessero il giro del mio petto senza sforzo.
Rimase così in silenzio per un po', a respirarmi sul collo mentre io socchiudevo gli occhi come un gatto e respiravo l'aria fresca.

Se avessi saputo che quella era felicità, avrei spento tutto e sarei rimasto così per sempre. Avrei messo il volume al massimo e sarei rimasto a quella finestra, aspettando come un quadro che qualcuno passasse a raccogliermi per infilarmi in una teca e poi in cantina.
Ma lì per lì non ci pensai nemmeno. Credetti che quello fosse solo l'inizio e che avrei continuato su quella strada per ancora molto tempo.
Forse la spavalderia della gioventù, forse la stoltezza dell'intimità, ma davvero credevo che sarebbe stato sempre così, che sempre avrei avuto qualcuno che mi respira sul collo e che ne sarei stato in qualche modo felice.

Sebbene il catalogo dei miei ricordi contenga momenti piacevoli, non mi è più capitato di rivivere un momento simile. Non mi è più successo di sospendere ogni parte di me ed essere solo un sospiro che guarda avanti, sicuro che il mondo avrebbe presto cominciato a sbocciare come i miei occhi.

Dopotutto, lo so, tutto è davvero più semplice di come io lo pensi. Ma il piacere effimero di complicare tutto all'inverosimile è un mio diritto.
Animale strano e sognante, mi sveglio con la voglia di addentrarmi sempre più nel profondo di questa foresta di rose rosse di seta.


Mi manchi. O piuttosto mi manca di te quello che non ho più avuto... un gesto improvviso e stupido, dei pantaloni malmessi, qualche mano di troppo dopo una bottiglia di vino. O forse, semplicemnte, un abbraccio di sfuggita prima di uscire di casa quando a sognarci erano i gerani d'estate.

zombieglam


08/04/2007, ore 01:52

Milano è un albero vecchio e ampio, che a girarci intorno pare i rami non finiscano più. Ricamano figure strane mentre parli e guardi dal finestrino e ti chiede se dopo quella curva, avrai altri rami ancora.
Milano sa di banana e tonno, con maionese e mele a far da companatico. Certo l'accostamento parrà azzardato, ma questa vecchia carcassa ne è rimasta stupita e qualcosa vorrà pur dire.
Milano è infine un desiderio appena abbozzato, una notte dove - sono certo - tutti indossavano mutande di glitter, sebbene la mattina a poltrire col sole che fa capolino da dietro, ti sembra di ricordare ci fosse anche dell'altro glitter da qualche parte. E le campane manco le ho sentite, onestamente, finché non ho contato ben undici rintocchi.

Tre segreti ho imparato.
Rivelandoli non credo perderanno il loro potere, anzi. Ne trarranno giovamento tutti.
Il primo riguarda gli specchi: niente è meglio di uno specchio su un treno. Se sei perfetto lì, rischi di essere perfetto dappertutto (frenate permettendo).
Il secondo riguarda i cappelli. Essi sono esseri di natura mistica. Incredibilmente stampano sulla testa un segno inequivocabile della loro presenza. Siate accorti nell'utilizzo o abusatene, ma con diligenza. Altrimenti un giorno potreste alzarvi dal letto e accorgervi che sono loro a dettar legge!
Il terzo riguarda il patè. Tale prodotto buffo e francese ha, a ben guardare, fatto il giro del mondo.
I gusti in cui si declinano sono troppi perchè abbia senso farne un elenco... mi limiterò a suggerirvi che quello di coccodrillo è sicuramente il migliore, specialmente se giunge dall'africa donde, si sa, la pochezza di oche pasciute obbliga ad arrangiarsi con quel che si ha sottomano.

Nel chiudere - pur in ritardo - queste belle giornate con un buffo inchino, ringrazio chi è riuscito a sopportarmi sino a notte inoltrata e chi è riuscito a farmi essere puntuale pur essendo smodatamente in ritardo.

Bologna ora è triste e stanca. Ed anche molto silenziosa e, minchia, non c'è proprio un cazzo da fare. Mollamente mi avvio verso il letto, anche stanotte ho voglia di sognare e ripercorre il filo di questi nuovi e bei ricordi.

zombieglam
P.link ¦ commenti (3) ¦ commenti (3)(popup)
categoria :