27/08/2007, ore 01:10

eccoci dunque qui, cari e rari lettori, alla rubrica maggiormente attesa della domenica notte / lunedì mattina che dir si voglia.
COZ. con coz era mia volontà risolvere ogni vostro problema con piccole pillole di saggezza quotidiana.
in realtà già dal secondo comandamento s'è visto come sia invece più consono dire che COZ aggiunge problemi alla già gran sequela che sicuramente avrete.
poco male, miei adorati, sappiate che essi sono dati col cuore e sono in tutto e per tutto zombici vaticini.
the next in the line is:

don't piss me off...Im running out of places to hide the bodies! 

vi svegliate mai la mattina male? cattivi come serpi? infingardi come iene? violenti come mandrilli?
ebbene, questo è il COZ che fa per voi!
non dovrete più preoccuparvi di regalare insulti e acidità nè prima nè dopo il caffè delle sette.
la cattiveria è parte essenziale dell'essere zombie, parte integrante di quel mondo vario e divertente che i più disillusi chiamano cinismo ma che a me piace definire come: realismo.
il mondo è brutto, incredibilmente brutto. abbiamo visto nel COZ n°1 come esso sia brutto anche sotto gli effetti di alcol e, volendo, droghe psicotrope... quindi perché rallegrarsi? perché perdonare?
perché trattenersi?
cattiveria, violenza, sadismo! siate malvagi efferati e, ovviamente, bellissimi.
voglio i vostri armadi pieni di cadaveri entro la fine dell'estate.
non sia mai che serva anche a voi qualche pezzo di ricambio, prima o poi.



perché io non riesca a smettere di ascoltare Debbie Harry è un mistero. Eh sì.
zombieglam
P.link ¦ commenti (4) ¦ commenti (4)(popup)
categoria : video, coz


22/08/2007, ore 22:28

non è notizia fresca, lo so. ma d'altronde a noi zombie piacciono le cose un po' stantìe... Hedi Slimane lascia casa DIOr e pone nelle giovani ed inesperti mani di Kris Van Assche il futuro della francese maison.
che di moda lo zombie se ne fotta è risaputo. egli ha uno stile cucitogli addosso dalla pigrizia che casualmente collimò, nel non lontanto 2005/2006, con una sfilata o due di DIOr Homme.
da allora finalmente anche lo zombie potè fregiarsi dell'epiteto di fashion victim, pur non essendo però ancora riuscito a metter le sue adunche mani su alcun pezzo di quella collezione causa le sue continue bancarotte dovute agli ingenti acquisti in campo videoludico.
eppure egli ancora osserva con estremo interesse lo sviluppo della maison, che pur avendo abbandonato lo stile rock e delizioso di Slimane, dovrebbe poter produrre interessanti nuovi talenti.
deludente a questo proposito la preview che qualche giornale di moda ha dato i mesi scorsi, ma staremo sintonizzati sul canale giusto per carpire ulteriori dettagli.
interessante che il nuovo fiore all'occhiello di mister DIOr sia una specie di clone del precedente (con in più velleità da boscaiolo), segno che forse ci potremo aspettare qualche miglioramento. quel che ho visto non ci piacque e ci riserviamo il diritto di giudicare solo a passata stagione.

detto questo, è d'uopo rifugiarsi nei ricordi, ed in ciò ci viene in aiuto youtube col suo carico di chicche introvabili.
una di queste catturò la mia immaginazione di giovine pre-adolescente e risulta essere pregevole anche oggi, ad esclusione forse solo delle maniche a palloncino.



pezzo di estrema bellezza che andava sicuramente inserito nella mia tesina sulle pubblicità glamour. ricordi di pseudo-infanzia e ricordi di passata università assieme.
entrambe con enormi manganelli battono fortemente sul mio coccige ricordandomi che è ora di un qualche risveglio.
ribadisco loro che la settimana prossima vo in vacanza e che mi prendo quest'ultima pausa...
poi tireremo assieme una riga proprio qui, sul pavimento, e faremo in modo che le paure (novelle galline) ci poggino il becco e non sappiano più staccarsene.
incredibilmente i miei sensi di colpa sorridono, ma continuano instancabilmente a malmenarmi.

ça va sans dire... credo manchi loro il senso dell'umorismo.

domenica un nuovo COZ, poi lunedì partenza e reportage zombico da riccione. in mia assenza, sappiate ballare, o sorcini.
zombieglam
P.link ¦ commenti (1) ¦ commenti (1)(popup)
categoria :


17/08/2007, ore 12:53

chissà il destino cos'ha in serbo per noi.
spero nel mio ci sia in qualche modo un uomo dell'est europa (poiché grande è il festish in me per quelle etnie) assieme ad una discreta quantità di divertimento vario ed eventuale - anche se ormai, devo esser sincero, ho completamento rinunciato alla speranza di tornare a praticar quel particolare sport che rende tutti più felici.
aggiungo a questo la certezza dell'immancabile presenza musicale, giacché senza musica non si vive, pare.

in tutto questo il vicino bono ha deciso di cucinare per quella che immagino sia la sua ragazza ed ha ben pensato di lasciar raffreddare un attimo il fritto misto sul davanzale.
l'odore, misto all'incenso che io ho prontamente accesso per tentar di coprire il tanfo, inevitabilmente lascia intravedere lande infarcite di ombrelloni e lettini.

il futuro prossimo mi vedrà in vacanza a, incredibile, tentare d'abbronzarmi.
porterò con me esclusivamente samba e mambo. non si sa mai che le radio in spiaggia ne siano sfornite.

fritto misto e incenso. marchio di fabbrica zombieglam incluso.

zombieglam
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : video


14/08/2007, ore 02:30

posseggo pochi ricordi della mia infanzia e tendo così a conservare quei brandelli ben custoditi in qualche polveroso recesso della mia memoria da cui inevitabilmente escono con evidente difficoltà.
vero è però che quella musa indomabile che i comuni mortali chiamano Musica, è una chiave che apre molte porte, comprese quelle quasi blindate della mia infanzia.
dei pochi momenti di felicità con mio padre ne ho uno, rarissimo, la cui colonna sonora è invero piuttosto vergognosa:
Ma noi non ci saremo. eh sì, proprio i Nomadi.
quella giornata non la rammento con precisione, ovviamente, ma il sole giallo nella campagna del paese di mio padre è cesellato nella memoria come una vivida stampa a colori.

ascoltarla di nuovo dopo così tanti anni mi ha dato una sensazione curiosa.
quel bambino che ero ed ascoltava la musica dei propri genitori è tornato a galla per poco tempo, permettendomi di constatare che, ahimé, il nostro destino è scritto già a caratteri cubitali nei piccoli gesti della nostra infanzia.

così un sorriso m'è scappato ripensando ad un me stesso che ricanta quella strofa con tale assiduità da infastidire un padre distante intento a raccogliere funghi.

Mai mano d'uomo le toccherà
E solo il silenzio come un sudario si stenderà
Fra il cielo e la terra per mille secoli almeno

profezie imbastite da abeti e distanze, dove la solitudine è totale ma rinfrescante.
perché mi piacesse così tanto una canzone così decisamente triste, mi è a tutt'oggi oscuro.
come se l'apocalisse che ha distrutto l'uomo e ha ridato il mondo alla natura, fosse un sollievo, un balsamo.

E il vento d'estate che viene dal mare
Intonerà un canto fra mille rovine

confortante constatare che, pur essendo passatti mille secoli almeno, sono ancora lo stesso noioso e pedante bambino fondamentalmente triste.

un castello di lego mi faceva compagnia nei pomeriggi passati in totale solitudine. una principessa vestita da pirata lo guidava verso avventure mirabolanti, grazie ad un meccanismo complesso che permetteva al castello di volare, seppur con una certa lentezza.
piccola donnina di plastica blu e rossa. ricordo il suo vestito blu con le marsine e i bottoni disegnati d'oro.
ed improvvisamente capisco perché mi ostino a voler entrare, d'inverno, in quel ridicolo cappottino stile Lady Oscar.

se non c'è speranza, se non si sfugge a sé stessi, c'è almeno la possibiitlà di portarsi dietro il meglio?
assieme ai vezzi ed ai ricordi ed a parole che suonano come profezie, c'è spazio per ancora qualche gioco?

io spero di sì. dopotutto ho ancora alcune storie da raccontare.
a patto di trovare la chiave giusta, ovviamente.



esmeralda si chiamava. e il suo amore era lontano tanto da non poterlo raggiungere. ed aveva l'uncino.
zombieglam
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :