la rete cresce. internet si espande. nascono ogni giorno nuovi browser da scartare come caramelle.
ma lo zombie non si aggiorna, è snob. o meglio è pigro. talmente pigro che l'idea persino di dover mettere mano ai propri bookmarks per poterli, un giorno, trasferire su un nuovo browser, è un macigno che pesa sul petto.
però succede che lo zombie gradisca leggere e tenersi informato su tutte le cazzate che l'umanità decide di creare... e nei suoi girovagare su siti che non siano di solita volgare e godereccia natura, trova dieci insostituibili aiuti al navigante notturno, quella divertente creatura che passa le sue ore a leggere e immaginarsi come poterlo fare in maniera più efficace. ne resta affascinato, ne screma i migliori.
il risultato è questo:
sia stumbleupon che digg che del.icio.us che twitter danno ora del filo da torcere al precario zombie, sempre più sedotto dalle divagazioni semantiche del web e sempre meno interessato alla vile carne.
la meraviglia e la finale dipendenza è compiuta quando si scopre un sito come netvibes e tutti i suoi fantastici aggeggini insulsi.
il gioco è fatto. a coordinare tutto la magia di gmail, sacra e benedetta chiave che apre le porte per facebook, per i calendari ics e mille altri paradisi in cui a sguazzare, inerme, è il frutto incoscente degli accopiamenti tra rss e atom.
la magia è compiuta infine, il cyber compie un passo ulteriore verso l'uomo. tutto sotto controllo, in una mera pagina, ogni blog ogni forum, ogni segreto e agenzia stampa. e lo zombie trepidante aspetta il tempo del tutto wifi e a portata di mano, o magari persino innestato alla cornea.
dov'è finita la magia? dove?
quando sulle cose si posa la rugiada ora? e perché sento sempre freddo?
oh sì lo so, lo so davvero che talvolta l'unica cosa essenziale è essere belli.
belli in modo impossibile, belli in modo tremendo.
è solo un'allegoria, un'allusione vana... quasi una metonimia.
la realtà dei fatti è che basta essere fortunati. e forse essere belli è prima di tutto essere fortunati.
ma ancora non è tutto. ci vuole altro. sebbene vorrei tanto essere bello, sì, tanto.
vorrei rubare ricordi, sapori, forse anche l'anima.
restare stesi a respirare il soffito
o fumo verde azzurro
di quello che viene dall'oriente
dal mare
passare ore a contarti i sorrisi
e quella fossetta sulle guance
come sarebbe bella
da vedere ogni giorno
prima che spunti il sole
mangio troppa cioccolata invece
ho troppe cose da sistemare
e dei pezzi che proprio non vogliono farsi aggiustare
più di tutto, credo, mi manca il saper amare
ma potrei farne a meno
se potessi scrivere, come una volta, di qualcosa d'altro
che non abbia sapore di vetro nero
e più di tutto vorrei scoprire
perché ho così tanta voglia di cantare
e non so nemmeno suonare