29/11/2007, ore 14:08

un giorno potrò ricordare questi anni come gli anni del ritrovato amore per il rock, quello che piace a me, quello un po' glam, un po' indie e un po' tanto, troppo dolce. ma sempre forte, in qualche modo.
quanto possa essere amore o un ombrellone contro il sole è domanda che dovremmo porci in molti.
osservare cosa succeda quando curiosi infiliamo il dito ovunque per vedere cosa caviamo dal buco ed a volte sono tesori, altre volte piccoli cadaveri con un sorriso ancora disegnato sulle labbra.
se ormai la pace è fuggita di casa ed ha lasciato dietro soltanto un cappello e una sciarpa, dovremmo aspettarla quietamente, con la semplice paura che possa prendersi un raffreddore. "tornerà" dobbiamo dirci "come fanno tutti". come certa frutta che scompare durante l'inverno e ricompare dolce e invitante l'estate, come il mare che certe mattina si può camminare in mezzo ai granchi e sentirsi una sirena.
se dovessi raccontare ogni giorno la mia malinconia come si fa con le cose che ci succedono, finirei in breve tempo a trovare sollievo solo nel rompere le noci col martello.
ma invece per fortuna ci sono giorni in cui, sebbene ci sia sempre il peso del proprio respiro, si può accantonare il mondo e la vita e tutto il resto, per ascoltare della musica e lasciarla fluire senza metterci un paletto. come se fosse acqua che scorre e di certo non sposta i massi ma cambia un po' l'ossigeno. e forse fa persino scomparire le alghe, almeno per un po'.
perciò oggi andate ed ascoltate e cantate forte.
ci sono note che devono essere gridate, canzoni che devono essere conosciute. altre invece fanno davvero sorridere... ma vanno poi bene lo stesso, alla fine.


zombieglam


23/11/2007, ore 17:10

Siete avvisati quindi!

infine il tanto temuto giorno è giunto... eccoci qui a tirare le somme di un'altro anno di vita sostanzialmente sprecato, cercando di non dare troppo nell'occhio alla propria coscienza.
una disanima completa della mia visione delle cose non è cosa adatta alle facezie che dovrebbe contenere questo blog, ma invero è necessario che si analizzino alcuni punti salienti e se ne tragga le debite conclusioni.
a scanso di equivoci, me lo si lasci dire, non scrivo ciò per essere consolato in alcun modo. per quello già ho chi è lautamente pagato per ascoltare le mie lamentele e darmene una spiegazione efficace.
abbiate eventualmente la cortesia, vi dovessi annoiare, di reindirizzare i vostri splendidi occhi su siti meno magenta e più allegrotti. ne guadagnerete in salute e in voglia di vivere, certamente.
Incominciamo:

  • punto 1°: non ho uno straccio di fidanzato. sebbene qualcuno tra voi possa sostenere che non è così importante, sigillerò loro la bocca dicendo che è più di 8 fottuti anni che non ho un fidanzato. evidentemente ci dev'essere qualcosa che non va. sicuramente mi fotte il mio viscerale e pressochè massimamente idealistico romanticismo da romanzo di feulliton. altresì non aiuta la mia attuale situazione epidermica a base di sfoghi multipli da contatto con sostanze varie ed eventuali (prima fra tutte, l'anima di un innocente), il che mi rende meno desiderabile d'un bitorzoluto ravanello scaduto nel frigo la settimana scorsa. è questa una punizione divina per la mia hybris? risponderemo a questo dopo una ventina d'anni di analisi, probabilmente.
  • punto 2°: il precariato coinvolge tutti, lo sappiamo. ma c'è chi se lo vive bene, immagino, perché non ha saldamente radicato nel suo super io delle istanze  idiote quali il desiderio di avere una casa carina ed un gatto. lavoro e conseguentemente situazione economica non sono delle più rosee, ammettiamolo. sebbene abbia comunque un buon lavoro, cosa di cui non ci possiamo lamentare, mi uccide un contorno amministrativo/statale che sembra voler far tutto per mettercela un po' in culo a noi ggiovani. inoltre incombe serio lo spettro del nuovo partito del nano malefico, e si impenna indefessa la mia totale fottuta paura per il futuro di questo paese. andate a farvi l'appendicite, prima che smetta d'essere gratis e vi tocchi pagarla a rate (sempre che l'assicurazione non preferisca farvi morire per strada, american style)
  • punto 3°: non ho realizzato nessuno dei miei fottuti sogni. non sono andato ad abitare a londra, non mi sono laureato, non ho scritto un libro, non sono diventato un top model, non ho fatto il corso di giapponese, non sono diventato un artista, non lavoro in una casa di produzione di videogames, non ho fatto un pompino a justin theroux. sebbene alcuni di questi desideri siano alquanto deficienti, lo ammetto, altri in qualche modo mi portano inevitabilmente a pensare che non ho trovato la mia strada. e data la mia ormai secolare esistenza, temo che vi sia poco da fare per giungere a trovare infine la via che mi porti, se non alla felicità, verso comunque una certa soddisfazione.
la somma è presto fatta:
my life is a failure

ed ogni commento ulteriore a ciò non solo è tendenzioso, ma anche assolutamente superfluo.
in breve, dunque, ecco spiegato perché odio tanto il mio genetliaco. la mia indefessa natura censoria mi spinge sulla strada maestra del compatimento e della miseria.
sul marciapiede di tale strada, che mi immagino piuttosto frequentata, aspetto con ansia l'arrivo di un bus che mi porti altrove. "dove" ancora bene non so... ma sinceramente qualunque posto è meglio del labirinto della propria inettitudine.
oh yeah.
zombieglam


16/11/2007, ore 21:54

questo è un breve invito a rinviare il suicidio. so che molti di voi non ne hanno bisogno, malignamente penso che abbiano persino voglia di vivere (che orrore). credo pochissimi tra voi invece la pensino diversamente e mi piace pensare che tra questi vi siano i miei più affezionati lettori.
d'altro canto, essendo voi in 3, si fa presto a fare le debite proporzioni giacché io peso vistosamente per la seconda categoria che porta odio e pessimismo nel mondo.
oggi però è un giorno storico, segnatelo sulle vostre agendine d'ordinanza. oggi invoco l'inutilità del passo ultimo, inneggio alla soave indecenza del restare un poco ancorati alla vita. siccome è un occasione che non si ripeterà, abbiate l'acume di prendere un posto in prima fila.

memore delle mie esperienze odierne, che a voi porto empiricamente, vengo a voi con alcune semplici considerazioni sulla vita,  l'universo e tutto quanto:
  1. è cosa saggia scegliere lo standista più carino alle fiere. esso vi illustrerà le magie del cioccolato e ve ne andrete di lì con occhi pieni e tasca colma di costose praline.
  2. il freddo è estremamente benefico per la vostra salute, sebbene siate privi ormai di tonsille è comunque opportuno che tempriate la vostra persona con giornate di freddo pungente e vento da far rubizze le gote, in modo che bere una tazza di cioccolata calda al gelsomino abbia poi il suo senso.
  3. non prendetevela se dei giovani balordi vi apostrofano con "ricchione" mentre passate. voi state avendo un perfetto orgasmo cagionato dalla perfezione d'una pralina tartufata con ripieno di cocco (dallo stand di cui sopra). certo un poco rovinato dalla villania, lo ammettiamo, ma voi avete pur sempre in tasca ancora una pralina alla fragola. oh gioia.
  4. la risposta è sempre 42.
i più furbi tra voi avranno intuito che oggi ho fatto un salto alla fiera del cioccolato di bologna la grassa. i più smaliziati intuiranno che ho persino comprato delle praline.
i più malvagi tra voi insinueranno addirittura che io abbia preso una volgarissima e quantomeno frivola cotta per l'ennesimo perfetto sconosciuto, stavolta dietro un bancone a servir cioccolata.

non starà a me assecondarvi o imbeccarvi con risposte già pronte.
quanto invece farò sarà, semplicemente, onorarvi del consiglio migliore che io possa dare ad essere senziente con proprietà digestive e il senso del gusto:
la pralina alla rosa e rhum è la via per il nirvana.


zombieglam


13/11/2007, ore 19:35

solo due segreti.
sono per te. un regalo.
anche se mi sa che che non sai l'inglese.
anzi, forse proprio per quello le ho scritte così.
del resto un segreto è un segreto.
e due sono ancora peggio.





gioco vecchio. ispirato da postsecret. as always nothing is from my basket.


zombieglam


09/11/2007, ore 04:27

come cambiano le cose negli anni, come cambiano... quanto ci distacchiamo da noi stessi infilando un passo dietro l'altro verso un dove che è domani.
e fermarsi a riguardare indietro è un piacere che ci si dovrebbe concedere con parsimonia, poiché grande e il rischio di restarci incollati.
probabilmente le cose migliorerebbero se avessimo qualcosa da fare, se non dovessimo inventarci ogni giorno qualcosa da imbastire su quei rami che ci ostiniamo a chiamare "presente"... certamente penseremmo meno se a colpirci fosse una fortuna inaspettata o una sfortuna altrettanto imprevista.
ma non auguro a nessuno, nè tantomeno a me, nè la prima nè la seconda.

dovrei un giorno fare ordine nei miei cassetti, provare a tirarne fuori quei vestiti che per pudicizia ormai non indosso più e vedere di riporli infine nel luogo dove andranno a riposare per sempre.
ma ricordare tutti quelli occhi, quelle mani, quelle lingue morbide di sonno, è ammettere il proprio fallimento, equivale a ricordare uno dietro l'altro i passi che mi hanno condotto qui, ora, a scrivere parole senza senso ad un pubblico che, probabilmente, nemmeno mi ascolta più di tanto.
è giusto che sia così, comunque. è giusto. nel silenzio della notte e del mattino che tra breve si lascia fuggire da dietro le colline, trovo la calma e la misura che mi serve per concedermi ad un sonno ricco di sogni non più ristoratori ma latori di inusuali messaggi.
oh, quanta forza mi serve. quanta forza mi servirà nei prossimi mesi, nel prossimo anno.
quanta forza mi servirà in tutto il tempo che impiegherò a farmi perdonare per ogni mio errore, per riuscire finalmente a lasciarmi amare?


Sufjan Stevens - Concerning the UFO Sighting Near Highland
zombieglam


03/11/2007, ore 16:08

where: Grazia, settimanale di cultura femminile moderna.
who: Carla Bruni e Karl Lagerfeld.
what: la Bruni intervista Lagerfeld.
why: lo sa solo Dio.

comment: che Grazia non fosse un ricettacolo di intellettuali l'avevamo capito da tempo. che militasse nel novero dei giornali da leggere per puro, incommensurabile divertimento, similmente era noto da sempre.
che riuscisse a superare sè stessa (Grazia) con la disanima dell'intervista di C.Bruni a K.Lagerfeld è cosa che stupisce persino il più disincantato dei lettori.
non credo sia nostro compito or ora elencare le innumerevoli domande che tale articolo fa sorgere nelle nostre povere menti desiderose di risposte sensate ma certo è che è nostro dovere civico selezionare alcune nevralgiche questioni e vedere di sollevarne l'artistico spessore.

il primo esilarante passo lo possiamo trovare in Lagerfeld che granitico dichiara: io non mi affeziono alle cose materiali . e si potrebbe quasi credergli, alla fine. chi del resto si aspetterebbe da questo fashion designer d'ultima generazione, l'amore incommensurato per gli oggetti (e conseguentemente i soldi?). nessuno, nevvero? eppure il gioco dura poco, signor Karl, non appena voltiamo pagina e notiamo una sua foto che ci mostra dei guanti da biker, degli occhiali neri come catrame, un colletto inamidato atto a sostenere il peso specifico di una mole di plutonio, la cravatta a cui è infiliata una freccia di diamanti.
no, assolutamente, non è proprio un attaccarsi alle cose materiali il portarsi dietro una zavorra di cose di pessimo gusto da far indubbia invidia a quel bon vecchio di Gozzano...
tralasceremmo volentieri il fatto che insista a volersi nato cinque anni prima di quel che dice la sua patente ed i suoi amici/parenti/insegnanti delle elementari... ma non siamo ancora pronti a transigere sulla bruttura di quel paio di guanti con le borchie e ci tocca continuare a leggere tra le righe se vi fosse, per caso, un qualcosa di sensato.
si potrebbe a questo punto chiudere l'articolo in pace e dormirci sopra dopo aver bevuto una certa quantità di martini & vodka... ma no, i nostri cari amici vogliono darci altro, vogliono mostrare la loro anima a noi avidi lettori e pensano bene di istruisrci sul loro modo di gestire le emozioni:
quel che ne esce è un ritratto ai limiti del patologico, iniziato con la dolce Bruni che sentenzia serena di detestare d'affezionarsi e di perdere il controllo, culminante in che Lagerfeld la sprona e annuisce, aggiungendo quanto sia brutto perdere la testa e lasciarsi andare alle passioni. i due imperterriti anaffettivi annuiscono l'uno all'altra e proseguono citando Freud e Sartre e la Piaf, senza rendersi conto di quanta disumana affezione mostrino nei confronti di autori che se avessero compreso appieno, con ogni probabilità li avrebbero portati a pensare che essere degli schizofrenici emotivi è un grosso problema.
chiude questa perfetta, meravigliosa pagina di ordinaria follia, l'asserzione di Lagerfeld: io sono stato tutto. ora sono un ASTRO di GHIACCIO .
che Carla Bruni potesse non ridere di tali affermazioni ce lo aspettavamo. da buona anaffettiva probabilmente non comprende bene il limite tra il grottesco ed il sagace.
che però la redazione di Grazia, che ci immaginiamo a questo punto intensamente frequentata da colletti inamidati e guanti costellati di borchie, non si sia fatta una grassa risata giungendo a fine articolo e abbia deciso di pubblicarlo è una questione che non possiamo liquidare con leggerezza.
ci resta il dubbio che sia ironia... poi ci ricordiamo che è una pubblicazione Mondadori ed il dubbio, misteriosamente, scompare.

zombieglam