29/12/2007, ore 22:05

oh. maledetto internet point. costi tanto e non mi dai tempo di spiegare. ma forse e' meglio cosi', per ora. voglio assaporare tutto questo ancora per un po' e ascoltando musiche che mi piacciono tanto e sono gia' quasi ricordo.
ora mancano solo tre minuti poi silenzio. non mi basteranno tre minuti per niente, neppure per il silenzio che ho dentro e che ha trovato per un attimo delle note da cantare.
ora tornero' a casa, mangero' noodles. domani voglio sia un'altra giornata da non scordare.
zombieglam
P.link ¦ commenti (3) ¦ commenti (3)(popup)
categoria :


25/12/2007, ore 15:53

allora... c'è aria di partenza. domattina me ne volo verso Londra e come una specie di misteriosa malattia sbocciano tutte le paranoie del mondo. oh come sarebbe dolce se per guarirne servisse semplicemente varcare una soglia, la soglia del proprio animo, del proprio lato oscuro.
per calmare l'inevitabile e inesauribile ansia dovrò cullarmi come facevo da piccolo.
e ascoltare musiche dolci come gatti appena svezzati.



va da sè che non riuscirò a postare molto. può darsi twittererò però.
lo trovate qui a destra ------------------------------------------------------------->
comodamente sito tra la mia scapola e quel che reste dell'anima
zombieglam
P.link ¦ commenti (3) ¦ commenti (3)(popup)
categoria : paturnie, video


14/12/2007, ore 02:51

oh, non c'è niente da fare... è proprio così, sono l'ultimo dei porno-romantici. potrei provare a descrivermi in mille altre maniere, potrei addurre altre motivazioni plausibili, altre categorie che suonerebbero calzare a pennello. ma non c'è niente che funzioni meglio di quello.
non c'è niente che mi si addica meglio che l'idea di un eroe romantico dell'ultim'ora dalle impronunciabili perversioni, che non si fermerà davanti a niente e nessuno finché non avrà trovato quel qualcosa o quel qualcuno che niente potrò distruggere o scalfire o incrinare.
la ricerca infinita della pietra filosofale, il rubedo sentimentale che sboccia nella perfezione della ricerca finita, compiuta. nell'intatto esserci delle cose, nel sottendere delicato dei significati che si bagnano dolci al mare caldo di Hod. arrendersi alla verità è il passo necessario per salire ancora. ma arrendersi richiede fiducia in un certo senso. fiducia nel dopo, nel resto. fiducia.
allora è inutile fuggire da sé stessi se si arriva infine a capire d'essere ricerca, d'essere un moto continuo che tende verso un fine tanto impossibile quanto improbabile.
difficile è arrendersi a stessi, lasciarsi cullare dalle proprie braccia a immaginarsi d'essere amati.
perché il nemico, signori, siamo proprio noi. sono le nostre braccia, sono i nostri occhi che si concentrano su macchie insignificante e ci costruiscono spaventevoli universi.

oggi è uno di quei giorni in cui no, non sto bene. giorni in cui mi faccio talmente schifo che non riesco a guardarmi nemmeno allo specchio. giorni in cui conto le ore con la speranza che il sonno venga presto a cogliermi e mi dia quel poco di morte che mi è concessa ogni giorno. la mia piccola dose di nulla, quelle poche ore in cui sebbene il Signore dei Sogni venga a volte a disturbarmi, succede sia possibile ancora immaginarsi felici, completi o magari atterriti e pensierosi ma infine sicuri nel mondo scuro che male non può fare davvero. non troppo almeno.

la mia mente procede per scarti logici e sfumature. il mio cuore ragiona per assoluti e non s'arrende nemmeno davanti agli anni di solitudine che pesano ormai come una gerla di ricordi sulle spalle.
dolce sarebbe liberarsene, dolce sarebbe poter vedere qualcosa oltre la nebbia.
e forse la mia forza è tutta qui... non arrendermi se non dopo aver infine raggiunto l'ideale, la perfezione.
a rischio quasi della totale asfissia.

se la strada sono i Tarocchi, oggi non sono nemmeno il cane che morde la gamba al Matto. oggi sono caos che ancora deve trovare una forma. ma che in qualche modo potrebbe anche dar vita ad una stella.
con la dovuta qualità di elio, ovviamente.






Andrew Bird - Fiery Crash
(e questo è un regalo per te e per tutti quelli hanno paura
ma sanno ci si può rialzare dopo una caduta.
per quelli che si siedono e guardano
la gente passare sui traghetti, negli aereoporti,
o per quelli che fischiettano un sacco
e questo in qualche modo a loro basta)


zombieglam


08/12/2007, ore 17:01

Il silenzio ha sempre un significato. L'assiome che lo contraddistingue è che è impossibile non comunicare.
Quest'assenza è motivata, oltre che dalla pressoché totale mancanza di cose interessanti da dire, anche da un insignificante problema tecnico: ho perso tutto.
Ogni singola mail, ogni abbozzo di idea, ogni immagine. Crudele combinazione di sfiga e scarso tempismo e il mio piccolo tesoro multimediale è andato irrimediabilmente perso.
Non c'è problema, credo. Ci rifaremo, ricostruiremo, ritroveremo la via. Un pezzo per volta.
Per ora però resta un certo qual sconforto, per chi come me vive pressochè in simbiosi con il proprio pc ormai da tanti anni da essere non più una malattia ma una maniera di sopravvivere.
Avevo conservato una sequela infinita di piccole cose, piccoli pensieri da cui avrei tratto racconti, idee, storie.
Ma pare che crudele il destino me ne abbia privato. Forse erano cosa di cui era meglio non parlare, forse è meglio così.
Ho infine imparato la lezione.
Non mi aggrapperò più a nulla. In un mondo bianco e nero sarò il silenzio.
Oppure, saggiamente, salverò tutto in triplice copia.

Meno male che la musica resta. E tutto il resto viene da sé.

Un giorno di questi ce la farò. Sarò forte e bello saprò guardare le nuvole.
Per ora devo accontentarmi di non volare via col primo vento di Dicembre, aggrappato a minuscoli bitmap coi quali catalogo, follemente, i minuti e le ore che mi separano dal  compiere infine il mio destino.




zombieglam
P.link ¦ commenti (4) ¦ commenti (4)(popup)
categoria :