oh, non c'è niente da fare... è proprio così, sono l'ultimo dei porno-romantici. potrei provare a descrivermi in mille altre maniere, potrei addurre altre motivazioni plausibili, altre categorie che suonerebbero calzare a pennello. ma non c'è niente che funzioni meglio di quello.
non c'è niente che mi si addica meglio che l'idea di un eroe romantico dell'ultim'ora dalle impronunciabili perversioni, che non si fermerà davanti a niente e nessuno finché non avrà trovato quel qualcosa o quel qualcuno che niente potrò distruggere o scalfire o incrinare.
la ricerca infinita della pietra filosofale, il rubedo sentimentale che sboccia nella perfezione della ricerca finita, compiuta. nell'intatto esserci delle cose, nel sottendere delicato dei significati che si bagnano dolci al mare caldo di Hod. arrendersi alla verità è il passo necessario per salire ancora. ma arrendersi richiede fiducia in un certo senso. fiducia nel dopo, nel resto. fiducia.
allora è inutile fuggire da sé stessi se si arriva infine a capire d'essere ricerca, d'essere un moto continuo che tende verso un fine tanto impossibile quanto improbabile.
difficile è arrendersi a sé stessi, lasciarsi cullare dalle proprie braccia a immaginarsi d'essere amati.
perché il nemico, signori, siamo proprio noi. sono le nostre braccia, sono i nostri occhi che si concentrano su macchie insignificante e ci costruiscono spaventevoli universi.
oggi è uno di quei giorni in cui no, non sto bene. giorni in cui mi faccio talmente schifo che non riesco a guardarmi nemmeno allo specchio. giorni in cui conto le ore con la speranza che il sonno venga presto a cogliermi e mi dia quel poco di morte che mi è concessa ogni giorno. la mia piccola dose di nulla, quelle poche ore in cui sebbene il Signore dei Sogni venga a volte a disturbarmi, succede sia possibile ancora immaginarsi felici, completi o magari atterriti e pensierosi ma infine sicuri nel mondo scuro che male non può fare davvero. non troppo almeno.
la mia mente procede per scarti logici e sfumature. il mio cuore ragiona per assoluti e non s'arrende nemmeno davanti agli anni di solitudine che pesano ormai come una gerla di ricordi sulle spalle.
dolce sarebbe liberarsene, dolce sarebbe poter vedere qualcosa oltre la nebbia.
e forse la mia forza è tutta qui... non arrendermi se non dopo aver infine raggiunto l'ideale, la perfezione.
a rischio quasi della totale asfissia.
se la strada sono i Tarocchi, oggi non sono nemmeno il cane che morde la gamba al Matto. oggi sono caos che ancora deve trovare una forma. ma che in qualche modo potrebbe anche dar vita ad una stella.
con la dovuta qualità di elio, ovviamente.