23/01/2008, ore 21:06

Partiamo innanzitutto col dire che no, non è stata colpa mia. Non ho deciso io che era ora di vedere the Brown Bunny, ma diciamo pure che è successo e che mi sono adeguato.
Siccome per vostra fortuna non sono un critico, se non nel senso più puro del termine, vi risparmierò descrizioni di settore che interessano forse solo ai più inanimati tra noi... anche perché, onestamente, il film non l'ho proprio visto, preso com'ero da tanta mole di noia che tenermi sveglio è stato difficile oltre ogni possibile immaginazione. Certo è che il film è famoso per una sola cosa e quella cosa la mostra e, devo dire, c'è piaciuta: il cazzo di Vincent Gallo.
Il cazzo di Vincent Gallo è un cazzo tipicamente americano. Dritto e certemente più lungo della norma, si fa notare per una simpatica cappella rosea a fungo, che gli dona un grazioso aspetto da cazzo che vorremmo sommariamente suggere ogni giorno tendendolo ahimè distante dalla categoria dei cazzi che vorremo sbattuti là dove non batte il sole con violenza perché sono peccaminosamente enormi e maschi. Il cazzo di Vincent Gallo è un cazzo intellettuale, razionale, che invita certamente all'assaggio ma non spaventa per dimensioni nè per peculiare grossezza. Dritto come un fuso e con quella graziosa cappella, ci invita a tutta una serie di peccati che non andrebbero mai di là del sagrato di una chiesa... quella serie di peccati che abbiamo sicuramente comesso tutti ma che non ci curiamo di dirli perché ormai superflui.
Il cazzo di Vincent Gallo è un cazzo che va dritto in gola, un cazzo nervoso ma non  (come in realtà ci aspettavamo) smaccatamente ribelle. Sicuramente a breve sarà d'uopo masturbarsi pensandoci, sempre di non trovare laute sorprese nel prossimo porno.

Tutto questo è, lo giuro, uno stratagemma. E' un astutissimo e macchiavellico piano per non parlare delle miserie del paese Italia, dove una sciarpa rosa e corrotta rovescia un governo e il giorno dopo le dimissioni doverose date le pesanti accuse, annuncia di affrancarsi dal governo e di correre con il bel giovine cattolico con due matrimoni alle spalle (perché la Sacra Rota è impossibile per noi comuni mortali, ma per loro è routine) alle prossime elezioni.

Si aggiunga che, ormai ne sono convinto, guardare il Dottor House porta somma sfiga. Della panoplia di malattie lì presentate e che non si sentono mai dagli amici al bar, ho sicuramente contratto una delle meno gravi, lo ammetto.
MA l'idea di avere una delle malattie diagnosticate dal Dottor House mi inquieta. Non solo perché il personaggio in questione aveva inquietanti rassomiglianze col sottoscritto ma anche perché la paura di prender qualcosa di peggio è sempre dietro l'angolo.
La prossima sarà forse l'antrace? O svilupperò una rara forma di porfiria? O mi diagnosticheranno la Malattia del Sonno?
Questi e altri inquietanti interrogativi mi portano avanti.

E se un giorno in Italia dovesse vincere di nuovo il nano malefico, ho deciso, io parto. Per dove e come non lo so. Non me ne fotte. Ma me ne parto. Vado in un posto dove le connessioni internet sono più veloci, i medici più simpatici o anche solo più premurosi, i politici meno irrimediabilmente sozzi e le strade sporche di volantini di concerti rock.
E magari non danno in tv ancora quel perfido (per quanto adorabile) zoppo che porta pure un po' sfiga.
zombieglam


13/01/2008, ore 23:27

Temo che la disanima della vacanza a Londra tarderà. Dovrebbe essere il tormentone delle prossime tredici settimane, non avendo io sostanzialmente un cazzo da raccontare di solito.
Ma si dà il caso che le parole ancora non mi vengano, teso come sono a cercare di assegnare un senso ad una piacevolissima, stranissima vacanza.
Per il resto vi tedierò dunque con i momenti salienti dei miei ultimi due giorni nella piovosa e fottutamente fredda Milano.
I momenti salienti sono in sommario ordine cronologico, ovvero lo strano e incomprensibile ordine in cui mi salgono alla mente... ad esclusione della chiosa finale che regge con forza l'arco di due giornate passate con le scarpe amorevolmente zuppe ma il sorriso sulle labbra (o anche dentro, tipo nei pressi dell'anima, casomai nessuno se ne fosse accorto).
In calce ad ogni momento la disanima della situazione finanziaria, che consta di 70euri sonanti.

Momento saliente numero uno: La sfilata. Zombieglam si intrufola indiscriminato ad una sfilata (seguendo l'orma, invero, di uno più spavaldo straniero a cui va certamente il merito di sapermi risvegliare dal mio coma costante nei momenti di sicuro interesse) e beatamente naviga tra orde di modelli che si preparano per lo spettacolo. chiamasi backstage... cosa invero incredibilmente strana ma densa di visioni angeliche.
Zombieglam si bea degli splendori ivi contenuti e conosce molte persone. La sua proverbiale timidezza lo induce a ritirasi in angolo buio a rimirare il dorato mondo scintillante che prende vita sotto i suoi occhi.
La conclusione è quantomai stentorea: i modelli sono strani bambini cresciuti tanto tanto in altezza, magri come giunchi e anche un po' assenti forse. Si siedono mollemente sulle sedie per riposarsi, sorseggiano con delicatezza acqua evian, sbocconcellano qualcosa solo a sfilata sfinita (e comunque mangiano come fogne il giorno dopo al bar vicino alla stazione. giuro)
la bellezza è più nel vestito che indossano, stranamente. La bellezza che contengono è la giovinezza di gambe acerbe e pure fottutamente lunghe. Zombieglam prova somma invidia ma lava via i dissapori col destino mangiando una banana al buffet.
70 euri intonsi perché la banana è gratis.

Momento saliente numero due: La morte definitiva e conclamata del cellulare. Zombieglam vince incredibilmente (oddio neppure tanto incredibilmente, ma per Dio lasciate ad un non-morto i suoi segreti!) un buono da 20 euri. Decide invero di andarlo a spendere subito e, varcata la soglia del negozio, qualcosa accade... mistiche forze prendono possesso del suo celluare (nero e adorabilmente glitteroso) e lo spediscono direttamente nel paradiso delle macchine sommariamente inutili perché guaste.
Il buono (oh, mi si faccia notare come il caso sia a volte ironico) viene dunque investito nel negozio dopo aver speso le seguenti parole: ehi tu cosa, dammi il cellulare più economico che c'è in questo posto. Lo Zombie viene servito di cellulare pre-dinastia Giulia, al modico prezzo di 32 euro. Che meno 20 per il buono, fa pur sempre
58 euri perché comunicare costa.

Momento saliente numero tre: ESSELUNGA donde Zombieglam si perderà pressapoco per indicibili ore, comprerà junk food ed un panettone con le gocce di cioccolato e penserà che qualcosa di malvagio si impossessi dei milanesi all'esselunga il sabato sera (qualcosa tipo la frenesia); donde la pioggia si farà sentire più che mai, Zombieglam proferirà pettegolezzi ad un adorabile geco, sosterà sulla soglia della metro un attimo per capire dove cazzo sia e proseguirà imperterrito per la sua meta.
48 euri perché è importante scegliere junk food di qualità.

Momento saliente numero quattro: Chez the Kiwi, che vedrà uno Zombieglam stremato impasticcarsi di Moments e sciroppo per la tosse e ridere allegramente in simpatica compagnia alle imbecilli scene di doppiaggio del Nido del Cuculo. E anche altre novelle proferite da un oratore d'eccezione, a cui si illuminano tantissimo gli occhi quando ride.
43 euri perché Nigeria-Svezia 0-1 sostanzialmente non costa un cazzo. Ma il Falafel invece sì.

Momento saliente numero cinque: Glitter, in cui Zombieglam incontrerà un mucchio di adorabili persone e anche un maestro dell'antiche arti del Disprezzo; si fermerà a parlare con un nero volatile dalle piume cangianti e porrà la domanda da copione nel cesso; disquisirà di leggi con stile e diligenza, convenendo col suo adorabile interlocutore della necessità di queste nel tristo mondo che abbiamo a vivere; dove invero ammirerà estasiato un paio di seni bellissimi... Glitter dunque dove infine si consumerà l'evento miracoloso:
DIO prenderà in braccio lo Zombie e gli farà toccare il cielo con un dito! (facendo al contempo notare la maschia possenza di tale atto un poco piacevolmente sacrilego)
Senza metafore di sorta, giuriamo, c'è parso anche che si potesse in qualche modo toccare il paradiso - come ovviamente ognuno s'immagini debba essere l'abbraccio di Dio.
26 euro perché persino un analcolico è pur sempre una prima consumazione obbligatoria. E domani c'è sempre un treno da prender, per Diana!

Lo Zombie procederà indi ancora con qualche avventuretta piacevole ma che serberà nel suo cuore per pudore. Prenderà il treno con aria stanca e docile, tornerà a casa ottunto ma felice.
Di tali gioie i responsabili sono molti, ed invero non è giusto nomarli tutti ad uno ad uno giacchè sicuramente si potrebbe smarrirne qualcuno e poi c'è anche da dire che molte felicità da metropolitana un nome non l'hanno affato, ma solo sono un fugace passare di secche gambe e visino delicato.

un bacio però va segretamente posto sulla fronte di una Lady che ha permesso al non-morto queste giornate di non-ordinaria amministrazione e che, sebbene sfinenti, hanno dato in qualche modo una chiosa ben più che piacevole ad una settimana contraddistinta da stranezze (e persino la febbre che per un morto è cosa rara) e una specie di candido, impalpabile, etereo afrore di vita.

Urge consulto da necromante in settimana.
zombieglam
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