27/10/2008, ore 10:24

Si fa fatica a respiare qui, a volte. L'aria è spessa come melassa.
Si fa fatica anche a sorridere. L'aria e greve come un coperchio.

Sulla metro si incontrano sguardi di incredibile cupidigia. Ma nessuno ha il coraggio mai di aprire bocca o dire qualcosa. Solo ieri quel ragazzo ha sorriso (forse era un "sì parlami, sì guardami"?). Aveva mani bellissime ed un orologio giallo limone.

Non c'è contatto in questa città, non c'è vicinanza per ora.
Siamo una danza di solitudini che viaggiano verso il luogo dove devono andare.
Generalmente lavoro, a volte un club.
Altre volte l'agognato tugurio che chiamiamo home.
Per chi ha la fortuna di averne uno, ovviamente,
Ovviamente.



Eppure c'è magia nelle sale da té con scones minuscoli e sandwiches al cetriolo. Nei musei che di giovedì chiudono alle undici. Nei mercati coperti dove sopra passa il treno. Nei segreti vicoli che trovi dietro l'angolo e sembra di essere dentro Mary Poppins davvero. La stessa magia che si trova egli occhi di chi in fondo ha ancora speranza.
zombieglam
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22/10/2008, ore 01:24

Esco fuori dal negozio, dopo il mio turno. Tutti sono sempre gentili ed allegri ed io non ho ancora ben capito perché. Esco e sono su Regent's street, non mi ci vuole niente per voltarmi e vedere le nuove vetrine di Liberty, dove donne animali e colorate fanno da Muse in improvvisate stalle o nidi.
Ancora pochi passi e c'è Carnaby Street, con la sua allure di vicoletti colorati e marche di vestiti che no, non mi piacciono per niente. E però continuo a sorridere.
Arrivo infine a Piccadilly Circus e faccio un paio di telefonate. A Piccadilly praticamente tutti sono italiani e tutti parlano sensa sosta.
Mi avvio infine verso la metro a passo svelto nelle mie nuove scarpe super cheap di Primark.

Ancora non ho una casa, ancora non so niente del futuro. Ancora sono qui a chiedere (anzi forse ormai elemosinare) un abbraccio o qualcosa che anche soltanto gli assomigli.

Eppure c'è qualcosa che non so nell'essere a Londra, nel poter passeggiare dieci minuti su per Regent's park e fare un salto da TopMan, anche solo per guardare.
Perché non sono i soldi che contano, no davvero. Qui l'unica cosa che importa è il tempo.
Impegnati come si è a sopravvivere, a Londra tutto ha un tempo, prima che un costo.
Un tempo scandito da bus e tube, un tempo scandito dai passi che ti occorrono per raggiungere il luogo di lavoro. Tempo che ti ritrovi tra le palle mentre lavori, perché è lunch time e dopo aver mangiato l'ennesimo sandwich, hai tempo per leggere. Tempo per pensare.

Il vero lusso qui è il Tempo. Perché i poveretti come noi non ce l'hanno e sono qui a servire chi invece ce l'ha e può permettersi quel che desidera.

E però mi piace molto essere lì, chiedere se necessitano di un consiglio, portare la taglia giusta. Mi piace ordinare le cose con maniacale perfezione e mi piace il rumore della carta velina che usiamo per dare alle maglie piegate una certa "texture".

Mi piace essere in questa città, anche in tempi non così propizi come un tempo.
Mi piace poter decidere che domani, nel pomeriggio, mi godrò il lusso di una visitina Bastet nel padiglione egiziano del British.
Anche se ancora devo imparare a memoria la giusta preghiera.

(E questa è la musica che avevo in mente... anche se non so bene perché)
zombieglam
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11/10/2008, ore 14:15

Reggetevi forte bambini.
Il Meltdown è iniziato.



E pare che la crisi del '29 al confronto siano quisquiglie.

zombieglam
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08/10/2008, ore 02:07

Non parlo spesso di politica, tanto meno di economia. Ma c'è qualcosa che sta succedendo nel mondo e sappiamo tutti cos'è... 'sta crisi.
L'hanno tutti sulla punta della lingua, tutti ne parlano, tutti la commentano. La crisi.
E persino io scorgo segnali preoccupanti. Davvero.

La questione certo non l'affronterò io, nè qui nè ora, e però è curioso cosa stia succedendo al mondo. E' un cambiamento grosso, definitivo. E' qualcosa che avrà delle ripercussioni pesanti e serie. E forse in Europa ne sentiremo di meno la forza, ma il responso è stato questo: il sistema americano ha fallito... è andato, gone, goodbye ladies.
E ora che fare?
Io non ho nulla. Non ho soldi, non ho nemmeno un po' di risparmi da parte. A rigor di logica però questo non dovrebbe essere un problema troppo grosso. Crollino pure i giganti finanziari, i soldi del risparmiatore che non ha mai investito, ovvero quello che mette lo stipendio in banca e basta, dovrebbe essere salvaguardati.
Qui in UK già due banche commerciali (ovvero le banche per i soldi, non per gli investimenti) sono fallite e sono state acquistate dallo Stato.
Lo Stato (e lo ha detto bene la Merkel) non ha nessun interesse a salvare la finanza. Lo Stato preserva per primo il cittadino.
E' davvero interessante vivere in tempi come questi. Davvero. Forse domani i soldi potremo usarli come carta da culo, forse no. Questo non posso saperlo. Ma è a suo modo affascinante vedere come le cose, in casi di così grosse crisi, tornino a semplificarsi fino a diventire basic... hai sbagliato? Paghi. Hai lucrato troppo e fatto andare tutto a puttane? Paghi.
Pagheranno davvero? Chi lo sa, forse sì. Certo, piagnucolano chiedendo aiuto ma l'aiuto non viene. Se la Comunità Europea muoverà un solo dito, sarà per preservare i crediti del suo cittadino, non certo i debiti di questi signori.
Insomma eccoci qui, sull'orlo di una voragine che nessuno sa  dove possa portare. Ma per noi non dovrebbe andare troppo male alla fine. E' il sistema che sta saltando, non noi. A meno di iperinflazioni, a noi toccherà tirare la cinghia un po' di più. Cosa a cui sono abituato, per cui non cambierà nemmeno per me.

Curioso come oggi sia sucesso tutto. Crolla il colosso finanziario che fa capo al supermarket che mi sfama per 1 pound anything. Goodbye Iceland è stato bello. Mi hai fatto risparmiare.
Crollano le mie speranze di lavoro da COS (la linea di abiti d'alta moda di H&M) perché sebbene io sia perfetto, abbia un buon inglese ed uno stile impeccabile, pare non abbia abbastanza fashion knowledge (la prossima interview, lo giuro, sbandiererò nomi a destra e a manca. Del resto non so come altro proporre la mia conoscenza del mondo "fashion" beside guardarmi tutte le catwalk - cosa che faccio da anni... ma vabbè).
Crolla la sicurezza di una casa. Novembre goodbye King's Cross. Wellcome "sotto un ponte" a questo punto.
Crolla infine anche una certa sicurezza lavorativa di cui però non mi va di parlare.

Va bene. Oggi abbiamo assistito alla Morte. Le carte lo dicevano, lo giuro. Il Diavolo, la Morte, la Torre.
Peggio di così nemmeno Houdinì. Ora mi aspetta la Torre. Ovvero la caduta finale. Perso tutto si cade per interposta persona, in genere eventi esterni che non hanno a che fare con le tue possibilità di schivare.
Ok, attendo. Incasso.
Ma porco Dio mi rialzo.
Dopo la Torre mi è arrivato il Giudizio. La resurrezioni dei morti.
Dopo tutto questo troverò uno spiraglio.
Devo resistere. Ed ho tutta l'intenzione di farlo.
Stamattina in quell'ufficio con quella cogliona che ha osato pensare che IO non ho fashion knowledge (niente, giuro, mai mi ha professionalmente ferito più di questo) ho capito che valgo.
Sì valgo. Valgo e c'è gente imbecille che non lo capisce.
Devo solo trovare il mondo di vendermi bene a queste persone. Imparare insomma il loro alfabeto da mentecatti.

Nel mentre guardo film sdolcinati noleggiati online.
Con la busta per la spedizione inclusa nel pacchetto via Royal Mail.
Io amo questo posto. Amo questo paese.
Ti amo davvero Londra.
Anche se sei una vipera maledetta e me l'hai appena messa in culo per bene.
zombieglam


04/10/2008, ore 12:52

Mi piacciono i cattivi ragazzi. Quelli che ascoltano rock e se ne fottono un po' di tutto. Quelli che hanno sempre gli occhi pesti e lo sguardo basso. I capelli scuri che forse si tingono. Sotto sono biondi magari, con tatuaggi sparsi come una sottile aramatura sulla pelle chiara.
Mi piacciono le colazioni inglesi coi funghi passati in padella e le patate schiacciate. Uova sbattute con forza e l'immancabile tè col latte.
Mi piacciono le storie di fate delicate e malvagia, dove pelli di giada bianca incantano occhi di smeraldo e labbra di lapislazzuli si incontrano sulla soglia dei sogni.

Le mattine inglesi sono fredde ma luminose.
Vorrei sapere che fare, dove andare. Soprattutto dove mi porta tutto questo.
Ma non è dato sapere.
Resta sempre la musica comunque.


E magari i cattivi ragazzi arriveranno prima o poi.
Prima che anche io diventi uno di loro.
zombieglam
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